Alert sanitari
22 Aprile 2025L’ultimo report congiunto delle tre organizzazioni sottolinea un rischio da basso a moderato per chi lavora a stretto contatto con animali infetti, mentre aumentano i casi tra uccelli, mammiferi ed esseri umani in specifiche aree geografiche

Il virus dell’influenza aviaria A/H5N1 continua a diffondersi tra uccelli e mammiferi, con nuovi casi registrati anche tra gli esseri umani. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (Woah) hanno pubblicato un aggiornamento congiunto: il rischio globale per la popolazione generale resta basso, ma per le persone esposte per ragioni professionali si stima un rischio da basso a moderato, a seconda delle misure di mitigazione adottate e della situazione epidemiologica locale.
Fao, Who e Woah hanno pubblicato una valutazione congiunta sullo stato della salute pubblica, dati i recenti eventi di diffusione del virus dell’influenza aviaria H5N1 negli animali e nelle persone.
Il livello di rischio è stato stimato in Nord America, dove resta basso per la popolazione generale e da basso a moderato per i professionisti che lavorano a stretto contatto con animali potenziali veicoli del virus. La trasmissione tra animali non si è fermata, ma continua a verificarsi; ad oggi, viene segnalato un numero crescente ma ancora limitato di infezioni umane.
Sebbene si preveda che si verifichino ulteriori infezioni umane associate all’esposizione ad animali infetti o ad ambienti contaminati, l’impatto complessivo di tali infezioni sulla salute pubblica a livello globale, al momento, è considerato minore. La valutazione potrebbe però cambiare, se si rendessero disponibili ulteriori informazioni epidemiologiche o virologiche.
Nel report delle tre Agenzie, si raccomanda agli Stati membri e alle autorità nazionali di:
● aumentare la sorveglianza e la vigilanza nella popolazione umana, in particolare tra le persone esposte per motivi professionali, per la possibilità di infezioni zoonotiche, in particolare attraverso i Centri Nazionali Influenzali (NIC) e altri laboratori per l’influenza associati al GISRS;
● valutare e ridurre il rischio tra le persone esposte per motivi professionali utilizzando metodi quali la ricerca attiva dei casi e metodi molecolari e sierologici, riducendo l’esposizione ambientale e fornendo dispositivi di protezione individuale adeguati e appropriati;
● condurre una ricerca attiva dei casi in relazione ai casi umani sospetti e confermati per determinare se vi siano ulteriori casi o indicazioni di trasmissione interumana;
● collaborare con le agenzie nazionali e i partner per comprendere meglio l’esposizione e il rischio derivanti dal latte crudo/non pastorizzato e dai prodotti lattiero-caseari.
Nel rapporto è riportato il bilancio dei casi, aggiornato al primo marzo 2025: negli Stati Uniti 979 mandrie di bovini da latte sono risultate positive al virus, mentre continuano ad ammalarsi uccelli e mammiferi. Dal 2022 si contano almeno 88 gatti domestici infettati. Parallelamente, aumentano i casi nell’uomo. “Dall’ultima valutazione del dicembre 2024 e fino al primo marzo 2025, sono stati segnalati ulteriori 17 casi umani di infezione da virus A/H5”, si legge nel report. Dodici di questi negli Stati Uniti, tra i quali si conta un decesso. I casi, però, potrebbero essere sottostimati.
TAG: FAO, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, WHO, WOAHSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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