Animali da Reddito
05 Aprile 2022 Una dichiarazione di EPRUMA e FVE evidenzia perché la colistina sia importante per il benessere degli animali. E l’EMA non la vieta.

Non ricorrere all’uso della colistina per la cura degli animali potrebbe essere un rischio. E non è un caso, infatti, se l’EMA non l’abbia inserita nella lista dei farmaci per esclusivo uso umano. E’ netta in proposito la posizione di FVE e EPRUMA (associazione europea per l'uso responsabile dei medicinali negli animali) che sottolineano come “specifici importanti antimicrobici, come la colistina, siano necessari al fine di curare le malattie e proteggere il benessere degli animali”. Inoltre, “gli attuali pareri scientifici non raccomandano il divieto dell'uso della colistina nella salute degli animali”.
Ma quali sono gli impieghi della colistina oggi?
Essa viene essenzialmente utilizzata contro la colibacillosi, una malattia batterica infettiva, particolarmente aggressiva negli animali giovani (suini, agnelli, pollame). Il suo utilizzo viene prescritto dopo un test di sensibilità da parte del veterinario e per un periodo di trattamento limitato di 7 giorni. Inoltre, vi si ricorre solo se non sono disponibili altre alternative, che di fatto sono però limitate e spesso o meno efficaci o con più effetti collaterali.
Nella dichiarazione FVE- EPRUMA, inoltre, si mette in luce come il ricorso alla colistina - all’interno della UE - sia contenuto.
In molti Stati membri esistono infatti programmi per ridurre l'uso di polimixina negli animali: e questo include la colistina. Inoltre gli sforzi per ridurne l'uso proseguono: il rapporto ESVAC, infatti, registra – dal 2011- una diminuzione del 76,5% delle vendite di polimixine (principalmente colistina). Anche la prevalenza della resistenza alla colistina, che negli animali rimane bassa, rappresenta un dato incoraggiante. Infine, anche gli allevamenti si stanno impegnando, con l’obiettivo di prevenire le colibacillosi e – quindi - ridurre la necessità di ricorrere alla colistina.
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