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03 Marzo 2025

Influenza aviaria: 88 casi umani da gennaio 2024, basso rischio di influenze zoonotiche

Maria Van Kerkhove (Who): serve rafforzare sorveglianza e preparazione pandemica. Rischio zoonotico basso per popolazione generale, da basso a moderato per professionisti esposti

di Redazione Vet33


Influenza aviaria: 88 casi umani da gennaio 2024, basso rischio di influenze zoonotiche

Dal 1° gennaio 2024, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) ha registrato 88 infezioni umane da virus A(H5), incluso l’H5N1. Cinque di questi casi sono stati segnalati nel 2025. Maria Van Kerkhove, Direttrice ad interim del Dipartimento Epidemic and Pandemic Threat Management della Who, ha presentato un aggiornamento in occasione dell’annuncio delle raccomandazioni sui vaccini antinfluenzali.
 

L’analisi della situazione

“C’è stata molta attenzione sul virus H5N1 e vorrei riassumere la situazione dell’influenza aviaria A (H5): a livello globale, dal 2003, sono stati segnalati 1.074 casi umani di influenza A in tutto il mondo”, un totale che include “infezioni da H5, H5N1, H5N6 e H5N8. Dal 1° gennaio 2024, sono state segnalate 88 infezioni umane da virus A(H5N1) – incluso A(H5) – e di queste 5 sono state segnalate nel 2025”. A fare il punto è l’esperta della Who Maria Van Kerkhove, Direttrice ad interim del Dipartimento Epidemic and Pandemic Threat Management dell’agenzia Onu, in occasione di un incontro promosso in corrispondenza dell’annuncio delle raccomandazioni Who per la composizione dei vaccini antinfluenzali. 

“Negli animali i virus A(H5) continuano a essere rilevati sia negli uccelli domestici che in quelli selvatici, con propagazione ai mammiferi in molti Paesi e una circolazione sostenuta nei bovini da latte negli Stati Uniti” ha continuato Van Kerkhove. “Quando parliamo di influenza aviaria A(H5), è importante sapere che esistono molti sottotipi del virus che infettano l’uomo. Esistono anche virus dell’influenza suina che possono rappresentare una minaccia per la salute umana. La Who lavora con partner in tutto il mondo, su tutti questi virus zoonotici, nonché sui virus dell’influenza stagionale attualmente in circolazione”. 

“Al momento, sulla base delle informazioni in nostro possesso, la Who valuta basso il rischio di infezioni zoonotiche, compreso l’H5N1, per la popolazione generale. Tuttavia – ha aggiunto – valutiamo il rischio per gli individui esposti per motivi professionali come da basso a moderato, a seconda delle misure di mitigazione del rischio in atto”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità esorta quindi “tutti i Paesi ad aumentare la vigilanza, rafforzare la sorveglianza sulle persone tramite il Global Influenza Surveillance and Response System (Gisrs), indagare a fondo su tutti i casi di influenza zoonotica umana e promuovere la preparazione e la prontezza per l’influenza pandemica”. “Stiamo lavorando – conclude Van Kerkhove – con le nostre agenzie partner, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah) e l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), per rafforzare la sorveglianza sugli animali, migliorare le misure per ridurre la trasmissione da animale ad animale, da animale a uomo e a nuove specie animali”.

CITATI: MARIA VAN KERKHOVE
TAG: H5N1, INFLUENZA AVIARIA, WHO

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