Alert sanitari
21 Febbraio 2025Il nuovo Piano pandemico, in discussione presso la Conferenza Stato-Regioni, punta su prevenzione, trasparenza e risposta rapida. Nessuna coercizione senza legge

In occasione della Giornata Nazionale del Personale Sanitario, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato che con il nuovo Piano pandemico saranno tutelate le libertà dei cittadini e sarò rafforzata la preparazione del Sistema Sanitario per affrontare future emergenze infettive. Il documento, inviato alle Regioni per l’esame, introduce un approccio strutturato basato su cinque pilastri chiave: prevenzione, sorveglianza, risposta sanitaria, comunicazione del rischio e gestione delle risorse. È prevista anche la nomina di un Commissario straordinario in caso di emergenze eccezionali, sempre nel rispetto dei diritti costituzionali.
“Il nuovo Piano pandemico è stato inviato ieri (19 febbraio, N.d.R.) alle Regioni e lo stanno esaminando. C’è la copertura economica, prevista nella Finanziaria e che prima non c’era. A breve avremo il responso delle Regioni”. Sul fronte dei contenuti, “saranno tutelate le libertà e saranno tutelati soprattutto i cittadini” ha sottolineato Schillaci a margine dell’evento.
Intervistato da Sanità33 il Ministro ha aggiunto: “La pandemia ha segnato profondamente la vita di tutti noi e del Servizio Sanitario Nazionale. Dalla lezione della pandemia – ha continuato Schillaci – dobbiamo capire che cosa non ha funzionato ed è, penso, in primis, la medicina territoriale. Stiamo lavorando per far sì che ci sia una sanità più moderna è vicina ai cittadini. Dalla pandemia abbiamo imparato quanto siano importanti gli operatori sanitari che sono al centro della nostra attenzione”.
Il nuovo Piano nazionale pandemico, inviato in Conferenza Stato-Regioni, è stato anticipato dal Corriere della Sera. L’obiettivo del testo è rafforzare la preparazione del Ssn di fronte a future emergenze infettive. Tra le novità, un potenziamento della sorveglianza epidemiologica, scorte strategiche di farmaci e dispositivi di protezione, e una revisione dei protocolli di risposta rapida.
L’approccio dell’intervento si basa su cinque pilastri: prevenzione, sorveglianza, risposta sanitaria, comunicazione del rischio e gestione delle risorse. Particolare attenzione, inoltre, è dedicata alla capacità di identificare precocemente nuove minacce virali e alla tempestiva attivazione delle misure di contenimento.
Stando alle anticipazioni, il documento riconosce l’uso dei vaccini, ma non come unico strumento di contrasto. Sono previste restrizioni alla libertà personale solo di fronte a “pandemia di carattere eccezionale”, ma senza il ricorso ai Dpcm.
“È escluso – si legge nel testo – l’utilizzo di atti amministrativi per l’adozione di ogni misura che possa essere coercitiva della libertà personale o compressiva dei diritti civili e sociali. Solo con leggi o atti aventi forza di legge e nel rispetto dei principi costituzionali possono essere previste misure temporanee, straordinarie ed eccezionali”.
In caso di necessità, è prevista la nomina di un “Commissario straordinario all’emergenza, un ufficiale nominato dal Governo che agisce in deroga alle disposizioni ordinarie e per un tempo determinato, allo scopo di far fronte a eventi straordinari attraverso poteri esecutivi speciali”.
Per quanto riguarda le comunicazioni, il conflitto che potrebbe eventualmente insorgere tra la sfera privata e quella collettiva “rende necessario operare in ottemperanza al principio di trasparenza. Le informazioni saranno divulgate dalle istituzioni preposte, tanto al personale medico-sanitario quanto ai non addetti ai lavori, in maniera tempestiva e puntuale, attraverso piani comunicativi pubblici e redatti in un linguaggio semplice e chiaro. Ogni persona deve essere informata sulla base di evidenze scientifiche in merito alle misure adottate, in modo da poter comprendere il significato e il valore delle azioni che ciascuno può compiere per la promozione della propria salute e di quella collettiva. È necessario informare debitamente la popolazione in modo che sia pienamente consapevole delle misure di sanità pubblica e degli atti medici individuali per cui è previsto per legge un consenso informato”.
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