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04 Febbraio 2025

Colossal Biosciences, la startup Usa che riporta in vita mammut e dodo con l’ingegneria genetica

Con una valutazione di 10 miliardi di dollari, Colossal Biosciences punta alla “de-estinzione” di specie scomparse come il mammut lanoso e il dodo grazie all’uso dell’ingegneria genetica. Tra i suoi obiettivi anche proteggere le specie a rischio, aprendo scenari innovativi anche per la ricerca biomedica e veterinaria

di Redazione Vet33


Colossal Biosciences, la startup Usa che riporta in vita mammut e dodo con l’ingegneria genetica

Colossal Biosciences, startup statunitense fondata nel 2021 dall’imprenditore Ben Lamm e dal genetista George Church, sta lavorando per riportare in vita animali estinti grazie a tecniche avanzate di ingegneria genetica. L’azienda ha già raccolto investimenti per oltre 435 milioni di dollari puntando alla de-estinzione di specie come il mammut lanoso e il dodo. Ma questa rivoluzione scientifica solleva interrogativi su sostenibilità, etica e l’effettivo impatto sulla biodiversità del Pianeta.
 

Una startup da 10 miliardi

Colossal Biosciences è un’azienda texana che ha l’obiettivo di riportare in vita specie estinte, come il mammut lanoso e il dodo, attraverso il concetto di “de-estinzione”. Fondata nel 2021 da Ben Lamm, imprenditore tecnologico, e George Church, genetista di Harvard, la startup ha raggiunto una valutazione di 10 miliardi di dollari in pochissimo tempo.

“Colossal è un’azienda di genetica rivoluzionaria che trasforma la fantascienza in scienza” ha rivendicato il professor Church, professore del Mit.

Per invertire il processo di estinzione, la startup sta mappando con precisione il DNA di animali scomparsi, tra cui il mammut lanoso. Il passo successivo sarà quindi identificare le specie esistenti più simili a quelle estinte per modificarne il DNA attraverso CRISPR, una sofisticata tecnica di ingegneria genetica. L’azienda punta così a creare un embrione di mammut in laboratorio da impiantare in un elefante asiatico.

Il futuro della de-estinzione

Colossal Biosciences ha avviato tre progetti di de-estinzione, lavorando sul mammut lanoso, il dodo e il tilacino. Nel caso del dodo, la società ha sviluppato pulcini chimera capaci di trasportare geni di questa specie estinta. Inoltre, ha creato un dispositivo di utero artificiale per coltivare embrioni, tecnologia fondamentale per la riproduzione di specie riportate in vita geneticamente.
Tra gli esperti che lavorano a questi progetti vi è Beth Shapiro, biologa molecolare di Oxford, Diplomata alla Rome High School nel 1994 e oggi Chief Science Officer di Colossal, che ha lasciato il mondo accademico spinta dal potenziale della biotecnologia nella conservazione delle specie.
Secondo i dati forniti dalla startup, con il declino della biodiversità globale, entro il 2050 oltre il 50% delle specie animali si sarà estinto. Ogni anno, infatti, scompaiono circa 27.000 specie. Le cause principali di questo fenomeno sono l’uomo e l’impatto delle sue attività sull’ambiente. Questa estinzione di massa avrà però conseguenze negative sulla nostra salute, poiché accelera i processi di desertificazione, riduce la disponibilità di acqua potabile e aumenta i problemi di sicurezza alimentare.

Un nuovo modello di business 

Colossal ha attirato molti grandi investitori, tra cui personaggi noti come il regista Peter Jackson e l’avventuriero Victor Vescovo, raccogliendo investimenti per 435 milioni di dollari e raggiungendo una valutazione di 10,2 miliardi di dollari.
Il suo modello economico si basa su due pilastri: la commercializzazione delle tecnologie sviluppate e il mercato emergente dei “crediti di biodiversità”. Questi crediti, simili a quelli sul carbonio, permettono alle aziende di finanziare la rigenerazione degli ecosistemi per compensare il proprio impatto ambientale.
Parallelamente, Colossal ha già lanciato due spin-off tecnologici: Form Bio, una piattaforma di biologia computazionale per applicazioni sanitarie umane, e Breaking, specializzata in microrganismi capaci di degradare la plastica.
Più che nelle prospettive commerciali del mammut e del dodo, gli azionisti stanno scommettendo sul fatto che la ricerca sull’ingegneria genetica degli animali estinti possa portare a scoperte utili anche per la medicina umana. Nel frattempo, l’azienda mira anche a evitare la scomparsa di specie in via di estinzione o a rischio estinzione, modificando il loro DNA per renderle più resistenti a cambiamenti climatici, malattie o inquinamento.

CITATI: BEN LAMM, BETH SHAPIRO, GEORGE CHURCH
TAG: BIODIVERSITà, COLOSSAL BIOSCIENCES, CRISPR, DE-ESTINZIONE, DNA, DODO, INGEGNERIA GENETICA, MAMMUT

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