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16 Gennaio 2025

Marburg: sospetta epidemia in Tanzania, rischio elevato a livello regionale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma nove casi sospetti, otto dei quali mortali. Massima allerta nei Paesi confinanti, mentre il rischio globale è valutato come basso

di Redazione Vet33


Marburg: sospetta epidemia in Tanzania, rischio elevato a livello regionale

Un focolaio sospetto del virus di Marburg (Mvd) è stato notificato nella regione di Kagera, in Tanzania, con nove casi segnalati e un tasso di letalità allarmante dell’89%. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) ha classificato il rischio come elevato a livello regionale a causa di difesi fattori, considerando la posizione strategica della zona, vicina ai confini con Ruanda, Uganda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo. Il rischio globale, invece, è attualmente valutato come basso, ma non bisogna sottovalutare i potenziali rischi.
 

Una nuova possibile epidemia

Poche settimane dopo la dichiarazione di fine epidemia in Ruanda, il virus di Marburg torna a fare notizia. La Who ha, infatti, reso noto di aver ricevuto la notifica da parte della Tanzania di nove casi sospetti, la cui origine è sconosciuta. Otto di questi sono deceduti (89% dei casi), mentre sono in corso le indagini per confermare l’agente patogeno; nel frattempo, è stata avviata la tracciatura dei contatti.
I contagi si sono verificati nella regione di Kagera, un’area a ridosso del lago Victoria, confinante con Ruanda, Uganda, Burundi e Repubblica democratica del Congo. Proprio per la sua posizione, che la rende uno snodo importante per i movimenti delle persone, la Who ha classificato il rischio legato alla sospetta epidemia da Mvd come elevato, sia a livello nazionale sia a livello della regione africana. Il rischio globale, invece, resta basso, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità inviti alla massima prudenza, non sottovalutando i potenziali rischi. 
La prima segnalazione risale al 13 gennaio, quando la Who ha informato gli Stati membri e gli Stati parte dell’IHR di un sospetto focolaio nella regione di Kagera attraverso la piattaforma web Event Information Site (EIS), utilizzata per emettere allerte rapide agli Stati membri in caso di rischi ed eventi acuti e in rapida evoluzione per la salute pubblica con possibili implicazioni internazionali. Tra i contagiati ci sono anche operatori sanitari, fatto che evidenzia un rischio di contagio elevato negli ambienti ospedalieri.

“La malattia da virus Marburg non è facilmente trasmissibile”, dal momento che la trasmissione “nella maggior parte dei casi richiede il contatto con i fluidi corporei di un paziente malato che presenta sintomi o con superfici contaminate da questi fluidi” spiega la Who in una nota. “Tuttavia, non si può escludere che una persona esposta al virus possa essere in viaggio”.
Nell’area, ricorda l’Organizzazione, “i serbatoi zoonotici, come i pipistrelli della frutta, rimangono endemici” e già nel 2023 la regione di Kagera, in particolare il distretto del capoluogo Bukoba, era stato l’epicentro di un’epidemia che aveva causato 9 casi e 6 decessi.
“La regione, pur non essendo vicina alla capitale della Tanzania (Dodoma) o ai principali aeroporti internazionali, è ben collegata attraverso le reti di trasporto e dispone di un aeroporto che la collega a Dar es Salaam per proseguire gli spostamenti al di fuori della Tanzania in aereo” continua la Who. “Ciò evidenzia la necessità di rafforzare la sorveglianza e la capacità di gestione eventuali casi nei punti di ingresso e alle frontiere pertinenti e di coordinarsi strettamente con i Paesi vicini per rafforzare le capacità di prontezza”.

Le misure di prevenzione

La trasmissione da uomo a uomo del virus di Marburg è principalmente associata al contatto diretto con il sangue e/o altri fluidi corporei di persone infette. Who consiglia di “adottare le seguenti misure di riduzione del rischio come un modo efficace per ridurre la trasmissione e controllare un’epidemia”:
● ridurre il rischio di trasmissione da uomo a uomo nella comunità derivante dal contatto diretto o ravvicinato con pazienti infetti, in particolare con i loro fluidi corporei; deve essere evitato uno stretto contatto fisico con i pazienti.
● le persone sospettate o confermate devono cercare immediatamente assistenza nelle strutture sanitarie ed essere isolate in un centro di trattamento designato per cure precoci, anche per evitare la trasmissione a casa.
● i membri della comunità e della famiglia dovrebbero evitare di prendersi cura di individui sintomatici a casa ed evitare di toccare i corpi delle persone decedute con sintomi; dovrebbero evitare di toccare altri oggetti e superfici potenzialmente contaminati; dovrebbero essere incoraggiati a recarsi in una struttura sanitaria per la valutazione e il trattamento se hanno sintomi.
● ridurre il rischio di trasmissione da pipistrello a uomo derivante dall’esposizione prolungata a miniere o grotte abitate da colonie di pipistrelli della frutta. Durante le attività lavorative o di ricerca o le visite turistiche in miniere o grotte abitate da colonie di pipistrelli della frutta, le persone devono indossare guanti e altri indumenti protettivi adeguati (comprese le mascherine). Durante le epidemie, tutti i prodotti animali (sangue e carne) devono essere accuratamente cotti prima del consumo.

TAG: FATTORI DI RISCHIO, MALATTIA DI MARBURG, RUANDA, TANZANIA, WHO

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