Alert sanitari
19 Dicembre 2024Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante un question time alla Camera ha annunciato la non adesione dell’Italia al piano europeo di acquisto vaccini contro l’influenza aviaria, sottolineando il basso rischio per il Paese. Critiche dall’opposizione

L’Italia non ha aderito al piano di acquisto di vaccini contro l’influenza aviaria promosso dall’Autorità europea per la risposta alle emergenze sanitarie. Durante il question time alla Camera, in risposta a un’interrogazione presentata dal Gruppo Misto/+Europa, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha rassicurato sul “rischio basso” per il Paese e per la popolazione europea in generale, pur sottolineando l’importanza di adottare misure di prevenzione, come l’imminente Piano pandemico nazionale in arrivo. L’opposizione, però, è critica e accusa il Governo di ritardi e di un’errata gestione delle strategie pandemiche.
Attualmente, “il rischio di contrarre un’infezione da virus rimane basso per la popolazione dell’Unione europea. Per coloro che sono esposti ad animali infetti o a materiali contaminati nel territorio nazionale il rischio di infezioni viene valutato da basso a moderato”. È questo il quadro della situazione presentato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani in risposta a un’interrogazione presentata durante il Question time alla Camera dall’onorevole Benedetto Della Vedova del gruppo Misto/+Europa.
Il Ministro ha quindi aggiunto che “la rete Dispatch in relazione ai dati disponibili sulle infezioni umane di influenza aviaria e all’assenza di diffusione interumana ha ritenuto non realizzabile l’elaborazione di scenari di diffusione e di impatto dell’epidemia sulla salute umana”.
“In merito alla diffusione internazionale dell’influenza aviaria – ha esordito il Ministro Ciriani – la situazione viene costantemente monitorata su tutto il territorio nazionale attraverso un sistema capillare di sorveglianza dei virus respiratori, che si basa sulla rilevazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei laboratori di riferimento regionale. Nell’ambito del Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale sono stati istituiti e attivati due gruppi di lavoro: il primo, con il compito di elaborare una valutazione del rischio microbiologico e il secondo, volto a identificare eventuali minacce pandemiche e a valutare l'impatto di un virus influenzale emergente a potenziale pandemico con caratteristiche di trasmissibilità e gravità più elevate rispetto al passato”.
“È stata realizzata una valutazione del rischio – ha continuato il Ministro – che ha confermato come, in relazione alle evidenze al momento disponibili, le infezioni umane da influenza aviaria rimangano rare e come per il virus preso in considerazione non vi siano evidenze che esse siano responsabili di eventi di trasmissione da uomo a uomo”.
“Ciò premesso, devo ricordare che il Ministero della Salute ha fornito alle regioni e alle province autonome indicazioni per la gestione dei casi sospetti e positivi e per l’effettuazione dei controlli sanitari nell’avifauna selvatica, in alcune specie di carnivori, nonché indicazioni generali per la prevenzione dell’infezione nell’uomo. Con particolare riferimento alle azioni per il monitoraggio della diffusione del virus, le regioni sono state invitate ad acquisire l’elenco dei lavoratori o comunque delle persone esposte ai focolai riscontrati e a eseguire in tali appositi casi test diagnostici. Occorre, inoltre, richiamare il Piano strategico-operativo di preparazione e di risposta a una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico che sarà adottato a breve, dopo l’esame da parte della Conferenza Stato-regioni”.
Da ultimo, ha concluso l’onorevole Ciriani, “per quanto riguarda le misure di prevenzione, sorveglianza e controllo dell’influenza aviaria ad alta patogenicità negli allevamenti agricoli, ogni anno viene adottato un Piano di sorveglianza nazionale che prevede controlli sia sugli uccelli selvatici sia sul pollame domestico al fine di poter rilevare tempestivamente la circolazione del virus sul territorio nazionale. […] l’eventuale circolazione del virus negli uccelli selvatici in Italia o in Stati prossimi all’Italia determina l’immediata attivazione di azioni di prevenzione quali il divieto di tenere il pollame all’aperto, il rinforzo delle misure di biosicurezza negli allevamenti, l’attività di sensibilizzazione verso gli allevatori affinché allertino il servizio veterinario delle ASL anche in presenza di situazioni che non ricadano in un sospetto tipico di influenza aviaria”.
“Signor Ministro, io non sono soddisfatto” ha esordito l’onorevole Benedetto Della Vedova. “C’è un punto di partenza: non c’è il Piano pandemico. Lei dice che arriverà, ma qui fra un po’ finisce la legislatura. Il Ministro della Salute aveva parlato di una bozza all’inizio del 2024; siamo alla fine del 2024 e la bozza è evaporata. Adesso lei ci dà altre linee, ma si perde tempo prezioso. Oggi, il rischio è basso o medio, ma il punto è che il Piano pandemico deve essere pronto nel caso in cui – speriamo tutti di no – il rischio diventi elevato e questo non c’è; e nonostante tutto questo, nonostante tutta l’esperienza del passato, non avete fatto passi avanti nemmeno sul Piano pandemico”.
“L’aviaria potrebbe arrivare – ha concluso l’onorevole -, lei ci ha dato rassicurazioni sul fatto che le regioni sono pronte a fare tutto il tracciamento necessario. Noi vogliamo sapere se il Ministero è paralizzato o sta andando avanti nel predisporre un piano pandemico per l’aviaria o altri virus di carattere respiratorio”.
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