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31 Ottobre 2024L’Agenzia Europea dei Medicinali ha lanciato un appello per intensificare gli sforzi comuni verso una maggiore disponibilità di trattamenti anti-Mpox, sempre più necessari ai Paesi colpiti dall’epidemia

Durante un workshop organizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (Who) e altre autorità sanitarie internazionali, è stata evidenziata la necessità di studi clinici su larga scala per migliorare l’accesso a cure efficaci a Mpox, in risposta alla recente recrudescenza dell’epidemia nei Paesi africani colpiti.
Potenziare e coordinare gli sforzi per lo sviluppo di farmaci e vaccini contro Mpox e migliorarne l’accesso. È questa la raccomandazione di cui l’Ema si fa portavoce, dopo un workshop che ha riunito rappresentanti delle autorità regolatorie internazionali ed esperti della Who per definire indicazioni volte a supportare la disponibilità di trattamenti anti-Mpox nei Paesi più colpiti dall’epidemia. Le conclusioni della discussione – moderata da Moji Adeyeye, Direttore generale dell’ente regolatorio nigeriano Nafdac, e da Marco Cavaleri, Responsabile Ema per le minacce alla salute pubblica – sono contenute in un report pubblico.
Nel mese di agosto – ricorda l’Ema, che ha promosso il workshop sotto l'egida della Coalizione internazionale delle autorità regolatorie dei farmaci regolamentazione dei medicinali (International Coalition of Medicines Regulatory Authorities, Icmra) – la Who ha nuovamente dichiarato Mpox emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic). La malattia è endemica in alcune aree dell’Africa centrale e occidentale, ma all’origine della decisione c’è stato l’aumento dei casi nella Repubblica Democratica del Congo e in diversi Paesi limitrofi del nuovo sottoclade 1b. Il clade 1 di Mpox, infatti, si è evoluto nel nuovo sottoclade 1b, in modo simile a quanto accaduto con l’Mpox clade 2 che circolava durante la Pheic del 2022-23. La disponibilità di medicinali è stata una delle sfide più grandi durante queste epidemie.
I partecipanti all’incontro, riferisce l’agenzia Ue, hanno analizzato l’attuale stato epidemiologico e la disponibilità di vaccini nei Paesi africani. Si sono inoltre confrontati su come colmare il gap di evidenze relative all’uso dei vaccini nei bambini e nelle donne in gravidanza, stabilire sistemi di sorveglianza efficaci e migliorare i percorsi normativi per l’approvazione di nuovi vaccini e terapie.
Gli enti regolatori hanno rimarcato la necessità di ampi studi clinici, che hanno maggiori probabilità di produrre le prove che servono per consentire uno sviluppo più rapido e un’approvazione più veloce di medicinali Mpox. Tutti hanno infine concordato che l’utilizzo di un approccio più coordinato sarebbe la strategia più efficace per affrontare le emergenze di salute pubblica attuali e future: la frammentazione nella ricerca clinica, come è accaduto finora, deve essere evitata, poiché gli studi devono essere condotti rapidamente ed efficientemente nel migliore interesse dei pazienti. Serve una maggiore collaborazione per unire gli sforzi degli studiosi in sperimentazioni cliniche unificate più ampie.
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