Alert sanitari
05 Settembre 2024Tre infettivologi statunitensi hanno proposto di raccomandare la vaccinazione contro l’H5N1 alla popolazione a rischio. Si tratterebbe di almeno 20 milioni di persone solo negli Stati Uniti

Sul Journal of American Medical Association tre infettivologi statunitensi hanno proposto la vaccinazione volontaria per chi è a rischio di contrarre l’influenza aviaria H5N1. La Food and Drug Administration ha già approvato tre vaccini contro l’H5N1. Inoltre, esiste un vaccino contro il virus H5N8, che sembra essere efficace contro il virus attualmente in circolazione. L’obiettivo dei ricercatori è agire prima che scoppi una pandemia, utilizzando le scorte di dosi.
Far vaccinare volontariamente i gruppi di popolazione a rischio contro l’influenza aviaria H5N1. Questa la proposta lanciata da tre infettivologi americani – Jesse Goodman, Rick A. Bright e Nicole Lurie – dopo le ultime notizie sulla sempre maggior circolazione dei virus aviari. In particolare, negli Stati Uniti, preoccupa l’epidemia di aviaria che si è diffusa tra i bovini e la possibilità che l’infezione si trasmetta all’uomo, con il potenziale sviluppo di ulteriori nuove varianti.
Per gli esperti è necessario iniziare subito a preparare una risposta concreta alla diffusione del virus. L’Fda, ricordano gli infettivologi, ha già approvato tre vaccini contro l’H5N1, realizzati con un ceppo dei primi anni 2000. Inoltre, ne esiste uno efficace contro il virus H5N8, che sembra agire anche contro l’H5N1 attualmente in circolazione e di cui il Governo americano dispone di quasi cinque milioni di dosi.
“Dovrebbe essere offerto volontariamente alle persone a rischio di esposizione” scrivono gli esperti. Infatti, i vaccini “in magazzino non corrispondono completamente ai virus circolanti e potrebbero non soddisfare la domanda se l’epidemia continua”. “Pertanto è prudente rinnovare la scorta con dosi sufficienti di vaccino più adatto in modo da immunizzare rapidamente, come minimo, la forza lavoro più critica in una pandemia”.
Solo negli Stati Uniti, ci sono circa 20 milioni di persone. È necessario aumentare la capacità produttiva, sottolineano i tre esperti, oltre che risolvere “lacune scientifiche, pratiche e normative, molte delle quali possono essere affrontate nei prossimi mesi per risparmiare tempo e vite in una pandemia. Il momento per agire con decisione non è quando scoppia una pandemia, ma oggi, finché ne abbiamo l’opportunità”.
CITATI: JESSE GOODMAN, NICOLE LURIE, RICK A. BRIGHTSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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