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03 Luglio 2024La seconda valutazione del rischio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha evidenziato la necessità di stabilire dei livelli massimi per la presenza di arsenico organico negli alimenti, in particolare nel riso e nel pesce

I forti consumatori di riso e pesce, alimenti con residui di acido dimetilarsinico (Dma), sono esposti a rischi cancerogeni. Lo evidenzia l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nella nuova valutazione del rischio pubblicata, chiedendo alla Commissione Europea di stabilire soglie di tolleranza per la presenza di arsenico organico negli alimenti per proteggere la salute dei cittadini.
La valutazione
Gli esperti dell’Efsa, nel parere richiesto dalla Commissione europea, concludono che l’esposizione all’acido dimetilarsinico (Dma) comporta un rischio per la salute, in particolare per i forti consumatori, a causa del suo collegamento con maggiori tassi di cancro alla vescica osservati nei ratti. A differenza del Dma, invece, l’acido monometilarsonico (Mma) non rappresenta un problema significato per la salute per alcuna fascia d'età. I livelli più elevati di specie organo-arseniche sono stati riscontrati nel riso e nel pesce.
L’arsenico
Come altri metalli naturali, l’arsenico può essere presente come residuo negli alimenti, a causa di attività umane, di una contaminazione intervenuta durante la lavorazione degli alimenti o nella fase di conservazione. L’accumulo di metalli nell’organismo può causare, nel tempo, effetti nocivi.
Tra gli effetti più nocivi sulla salute, l’Efsa osserva che l’esposizione al Dma a determinati livelli aumenta l’insorgenza di tumori della vescica, tanto che il gruppo di esperti scientifici ha concluso che è probabile che sia genotossico.
Nuove valutazioni
L’Efsa è stata incaricata dalla Commissione europea di aggiornare la sua valutazione per tenere conto di nuovi studi emersi sugli effetti tossici del contaminante, dal momento che l’ultima risale al 2009. Il primo parere sulla presenza di arsenico inorganico negli alimenti è stato pubblicato a gennaio; il secondo parere riguarda la valutazione del rischio delle specie organiche di piccole dimensioni; il terzo e il quarto parere arriveranno entro l’inizio del 2025 e riguarderanno, rispettivamente, la valutazione del rischio delle specie organiche complesse e dell’esposizione combinata all’arsenico inorganico e organico.
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