Aziende
27 Luglio 2023 Il rinvio del payback inserito dal Governo nel 'decreto caldo' piace a Confindustria. Il presidente Boggetti: “Adesso si lavori a soluzioni di governance del settore che superino questa norma ingiusta”.

Alla notizia del Consiglio dei Ministri di ieri, che avrebbe posticipato la scadenza del payback, così ha commentato Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici: “Apprezziamo molto che il Governo abbia inserito nel decreto cosiddetto emergenza caldo, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, il rinvio del versamento del payback nelle forniture di dispositivi medici. Proprio ieri Confindustria Dispositivi Medici aveva inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo un provvedimento urgente che facesse guadagnare tempo per trovare una soluzione condivisa. Questo è un buon segnale di dialogo e di apertura nei confronti dell’industria del settore. Significa che il Governo ha capito che il payback porterebbe gravi ripercussioni a tutto il sistema salute”. Questo il commento di Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, alla notizia del Consiglio dei Ministri di ieri, che avrebbe posticipato la scadenza del payback.
“Adesso dobbiamo lavorare insieme per trovare soluzioni di governance del settore che superino questa norma ingiusta, perché questo clima di perdurante incertezza – prosegue Boggetti – sta logorando le imprese e sta portando a scelte forzate di riduzione dei posti di lavoro e di carenza di prodotti di qualità negli ospedali.
Il fallimento di aziende e il disinvestimento nel nostro Paese di quelle che operano su scala globale porterà a migliaia di licenziamenti, a una riduzione drastica al sostegno della formazione e a un ulteriore taglio agli investimenti in ricerca e sviluppo. Ci sarà insomma un effetto negativo a cascata di forte impatto sociale ed economico. Ma non solo, la situazione coinvolgerà in modo sempre più diretto l’offerta di salute e la possibilità per i cittadini di effettuare le prestazioni sanitarie previste dai LEA. Le conseguenze ricadranno soprattutto sulle classi sociali più deboli, che non possono trovare risposte di salute altro che nel nostro SSN. Per questo – ha concluso Boggetti - ora, oltre alla proroga, bisogna lavorare a soluzioni compatibili con le esigenze e la sopravvivenza stessa del Servizio sanitario nazionale, capaci di eliminare norme inique che invece ne ostacolano lo sviluppo, perché questo è un modo per sostenere l’Italia e i suoi cittadini”.
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