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20 Giugno 2023 Zanzariere e insetticidi non espletano fino in fondo la loro funzione? Dal Cnr-Isc arriva la soluzione gene driver, che interviene sulle zanzare, veicolo di malaria, nella fase di accoppiamento.

Mirare all’accoppiamento e colpire senza tentennamenti: contro le zanzare la strategia potrebbe essere questa.
Quando il gioco si fa duro, si sa, i duri iniziano a giocare (duro).
E quando zanzariere e insetticidi perdono efficacia e l’insetto, veicolo di malaria, diventa un pericolo concreto, l’azione deve spostarsi su un altro campo.
Quello dell’accoppiamento, appunto.
Per diffondere modificazioni genetiche che rendano le zanzare sterili o incapaci di trasmettere il parassita della malaria.
Si tratta dell’approccio ‘gene drive’, evidenziato da uno studio di Cnr-Isc e Sapienza in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e ora pubblicato su Scientific Reports.
Di fatto sul tema c’è ancora tanto da appurare, numerosi e complessi sono infatti gli interrogativi ancora in attesa di risposta. Come spiega bene la Prof.ssa Roberta Spaccapelo, dell'Università degli Studi di Perugia, “sappiamo che questi insetti si accoppiano in volo e che i maschi si associano in gruppi, sciami di centinaia di individui, per essere più visibili e attrattivi alle femmine. Ma non ne sappiamo molto di più. Sono le femmine che entrano nello sciame a scegliere con quale maschio accoppiarsi? Come avviene la scelta? Ci sono delle caratteristiche che rendono alcuni maschi più attrattivi di altri?”
Prime risposte
L’articolo ‘Characterization of lab-based swarms of Anopheles gambiae mosquitoes using 3D-video tracking’ pubblicato su Scientific Reports, nato da una collaborazione tra il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Perugia, il gruppo CoBBS (Collective Behavior in Biological Systems ) del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma e dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR, muove i primi passi per cercare di rispondere a questi interrogativi.
Lo studio è stato realizzato su sciami di Anopheles riprodotti nell’ambiente controllato del laboratorio all’interno di gabbie molto grandi, che consentissero di analizzare meglio la dinamica di volo delle zanzare. Tramite un sistema stereometrico di telecamere, si sono ricostruite nello spazio tridimensionale le traiettorie di ogni singola zanzara nel gruppo.
Come spiega Stefania Melillo, ricercatrice dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR “la novità più importante presentata nell’articolo è che siamo riusciti a documentare vari eventi di accoppiamento: coppie di zanzare che volano insieme per un periodo di tempo che arriva anche a 15 secondi. Ma la cosa più stupefacente è sicuramente aver osservato e documentato la competizione nell’accoppiamento. Più maschi che competono per accoppiarsi nello stesso momento con la stessa femmina.”
Questo articolo rappresenta, quindi, il primo passo verso la comprensione della dinamica di accoppiamento nelle zanzare e costituisce un importante punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, per valutare l’efficacia delle nuove tecnologie per ridurre la popolazione di insetti così pericolosi per l’uomo.
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