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Animali da Compagnia

14 Luglio 2022

Potenziali evocativi visivi nei cani: sedazione o anestesia?

Pattern e VEP flash: il ricorso ai potenziali evocativi in ambito veterinario è sostenibile anche in caso di sedazione o anestesia? Con quale supporto farmacologico?


Potenziali evocativi visivi nei cani: sedazione o anestesia?

Tra i metodi di valutazione clinica del percorso visivo negli animali da compagnia, particolarmente sensibili si rivelano l'elettroretinografia (ERG) e i potenziali evocati visivi (VEP), che non sono altro che rappresentazioni dell'attività elettroencefalografica della corteccia visiva dopo la stimolazione della luce. Tuttavia, il loro ambito diagnostico non è esattamente sovrapponibile. Mentre infatti l'output dell'ERG è la somma dell'attività elettrica retinica esterna, il VEP fornisce la somma dell'attività elettrica dalla retina alla corteccia visiva. Esistono due tipi principali di VEP, a seconda dello stimolo utilizzato. I pattern VEP (P-VEP) sono provocati da uno schema a scacchiera in bianco e nero invertito, mentre i flash VEP (F-VEP) sono provocati da lampi di luce di brevissima durata. I potenziali risultanti vengono registrati dagli elettrodi sul cuoio capelluto e appaiono come forme d'onda di picchi positivi e negativi alternati. Le latenze e le ampiezze di questi picchi possono essere quantificate. I potenziali evocati visivi sono stati utilizzati come ausilio diagnostico in diversi disturbi umani come il morbo di Alzheimer, il glaucoma o la sclerosi multipla. Dopo l’applicazione umana, si è voluta studiare l’efficacia di un utilizzo dei VEP nei cani, sia in animali normali, sia in cani di età avanzata, o affetti da disfunzioni cognitive. Si è quindi resa evidente la necessità di chiarire alcuni punti. Come, per esempio, quello dell’effetto della sedazione e dell’anestesia, cui spesso si deve ricorrere, per la scarsa collaborazione del paziente veterinario. Ad oggi, infatti, solo pochi studi hanno studiato gli effetti di agenti anestetici come il sevoflurano, mentre rimane una mancanza di confronto diretto tra l'effetto della sedazione e dei protocolli di anestesia generale sui VEP. Inoltre poco si sa pure sulle differenze specifiche tra pattern e stimolazione flash sulle forme d'onda VEP negli animali da compagnia. Per iniziare a colmare queste lacune, uno studio canadese ha confrontato gli effetti della sedazione (butorfanolo e dexmedetomidina) e dell'anestesia generale (propofol e sevoflurano) sul pattern e sui VEP flash. 

Lo studio

A questo scopo, 13 cani sono stati sottoposti a sedazione o anestesia e i VEP sono stati ottenuti da 3 elettrodi di registrazione sottocutanei posti sulla testa (O1, Oz, O2). Dall’esame è emerso che i pattern VEP possono essere registrati solo sotto sedazione e sono stati identificati un massimo di 3 picchi (N75, P100, N135). I flash VEP possono essere registrati sia in sedazione che in anestesia e sono stati identificati un massimo di 5 picchi (N1, P1, N2, P2, N3). Tuttavia, la latenza del picco N1 e l'ampiezza di base-N1 erano significativamente più lunghe in anestesia generale. Se ne è dunque concluso che i potenziali evocati visivi dovrebbero essere registrati preferibilmente nei cani sedati con dexmedetomidina e butorfanolo, indipendentemente dallo stimolo. Pertanto, ora che è stato dimostrato che sia P-VEP che F-VEP possono essere registrati con successo utilizzando protocolli di sedazione clinicamente rilevanti, le indagini future dovrebbero concentrarsi sull'applicazione ai casi clinici. 

Chang, S., Zwueste, D., Ambros, B. et al. Comparison of the effect of sedation and general anesthesia on pattern and flash visual evoked potentials in normal dogs. BMC Vet Res 18, 272 (2022). https://doi.org/10.1186/s12917-022-03375-5

TAG: POTENZIALI EVOCATIVI VISIVI, VEP

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