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10 Settembre 2026Un team di ricercatori dell'Università del Delaware ha documentato il primo ritrovamento in Europa di una “cimice del bacio” viva, l’insetto vettore del parassita Trypanosoma cruzi, responsabile della malattia di Chagas: l'esemplare è stato trovato in una camera d'albergo a Lisbona

In una mattina di agosto dello scorso anno, una coppia di americani si è svegliata in un hotel di lusso a Lisbona trovandosi davanti, sulla testiera del letto, un insetto ematofago. Avrebbero poi scoperto che si trattava di un esemplare femmina adulto di “cimice del bacio” (kissing bug). Più della metà di questi insetti viaggia insieme a un ospite indesiderato: il parassita Trypanosoma cruzi, responsabile della malattia di Chagas, che può causare gravi problemi cardiaci e si trasmette attraverso le feci.
Il quesito su come questa cimice, nativa del sud-ovest degli Stati Uniti e del nord-ovest del Messico, aree caratterizzate da un clima secco e desertico, sia arrivata in Portogallo è stato al centro di un'indagine scientifica condotta da Jennifer K. Peterson, professoressa assistente ed entomologa medica dell'Università del Delaware, insieme al proprio gruppo di ricerca. Gli studenti del suo corso di Entomologia Medica hanno contribuito a indagare su quello che risulta essere il primo caso documentato di una cimice triatomina viva in Europa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Parasites & Vectors.
Peterson e i colleghi hanno identificato l'insetto come appartenente alla specie Hospesneotomae protracta, nativa del sud-ovest statunitense e del nord-ovest messicano. L'esemplare ha percorso un viaggio transatlantico di circa 8mila chilometri, ma non è chiaro se sia rimasto nascosto in una spedizione via nave o abbia viaggiato all'interno di una valigia su un volo internazionale: al momento non si conosce con certezza la modalità con cui l'insetto sia arrivato in Portogallo.
Anziché limitarsi a presentare il caso alla classe, Peterson lo ha trasformato in un progetto di ricerca collaborativo. Ha fornito agli studenti i fatti essenziali, invitandoli a indagare sulla biologia dell'insetto, identificare altri casi di trasporto involontario e ipotizzare come la cimice possa aver raggiunto l'Europa, per poi integrare gli elementi più solidi del loro lavoro in un unico articolo scientifico.
“Scrittura, revisione e pubblicazione sono una parte fondamentale del mestiere di ricercatore”, ha dichiarato Peterson. “Come accademici universitari, è il nostro pane quotidiano: volevo che gli studenti sperimentassero questo processo dall'inizio alla fine”.
Il caso di Lisbona illustra quanto facilmente questo insetto, e altri simili, possano spostarsi attraverso il globo. Secondo Peterson, quando un insetto capace di trasmettere patogeni o parassiti si sposta al di fuori del proprio areale abituale, possono derivarne conseguenze mediche, in particolare se l'insetto riesce a deporre uova e dare origine a un'infestazione. Nel caso specifico, l'esemplare trovato a Lisbona non era portatore del parassita responsabile della malattia di Chagas.
“Questa particolare cimice non era infetta da T. cruzi, ma altre potrebbero esserlo”, ha spiegato Peterson. “Quello che non vogliamo è vedere popolazioni di cimici del bacio stabilirsi in luoghi in cui non sono presenti, perché una volta che questo accade, sono davvero difficili da eliminare”.
La ricercatrice auspica che funzionari doganali, agenti di frontiera e altri addetti al monitoraggio dei parassiti agricoli diventino più familiari con l'identificazione di questi insetti.
CITATI: JENNIFER PETERSONSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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