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14 Luglio 2026

Neoplasie feline, meticci più a rischio dei gatti di razza. Lo studio UniPisa

Uno studio dell’Università di Pisa evidenzia che i gatti meticci hanno quasi il doppio del rischio di sviluppare tumori maligni rispetto ai gatti di razza. L’età aumenta il rischio dell’8% per anno. In crescita i carcinomi squamocellulari correlati all’esposizione solare

di Redazione Vet33


Neoplasie feline, meticci più a rischio dei gatti di razza. Lo studio UniPisa

I gatti meticci hanno quasi il doppio del rischiodi sviluppare tumori maligni rispetto ai gatti di razza. È il risultato più sorprendente di uno studio coordinato dall’Università di Pisa, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, l’Università di Zurigo e UniCamillus Roma, pubblicato su Scientific Reports. L’analisi ha esaminato 5.289 tumori diagnosticati tra il 2008 e il 2023 in oltre cinquemila gatti provenienti principalmente da Toscana, Lazio e Liguria. L’età si conferma il principale fattore di rischio, con un incremento dell’8% per ogni anno di vita.

I fattori di rischio: età, sesso e sterilizzazione

Lo studio, coordinato dal gruppo di ricerca di Diagnostica istopatologica del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, ha analizzato 5.289 tumori diagnosticati tra il 2008 ed il 2023 in oltre cinquemila gatti, arrivando a scoprire che i meticci presentano un rischio maggiore di sviluppare neoplasie maligne rispetto ai gatti di razza.

L’80,6% dei tumori analizzati erano maligni. Le tipologie più comuni sono state fibrosarcomi (17,5%), adenocarcinomi (15,4%), carcinomi squamocellulari (14,0%) e linfomi (9,6%). Le femmine presentano una probabilità maggiore di diagnosi di malignità rispetto ai maschi. La sterilizzazione non riduce il rischio oncologico complessivo, ma si associa a una minore frequenza di adenocarcinomi.

Il dato sulla razza: risultato opposto rispetto ai cani

Il risultato più sorprendente riguarda le differenze riscontrate nello sviluppo di tumori tra i meticci osservati e i felini di razza. Contrariamente a quanto si osserva in altre specie animali, nei gatti di razza la probabilità di una diagnosi di tumore maligno è quasi dimezzata rispetto ai gatti comuni a pelo corto o lungo, che rappresentano la maggioranza della popolazione felina domestica.

“Si tratta di un risultato particolarmente interessante perché va nella direzione opposta rispetto a quanto generalmente osservato nei cani”, spiega la dottoressa Francesca Parisi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa. “La maggiore diversità genetica presente in molte razze feline rispetto a quelle canine potrebbe contribuire a spiegare questo fenomeno”. 

I gatti meticci mostrano un odds ratio (OR) di 1,89 rispetto ai gatti di razza, suggerendo un possibile ruolo rilevante di fattori ambientali e agenti esterni nello sviluppo delle neoplasie.

Carcinomi squamocellulari in aumento: il ruolo dell’esposizione solare

Lo studio evidenzia anche un incremento costante dei carcinomi squamocellulari, tumori che interessano soprattutto le aree cutanee più esposte alla luce solare come testa e orecchie. Secondo i ricercatori, l’andamento è correlato all’esposizione ai raggi ultravioletti e richiama quanto osservato nell’uomo, rafforzando il ruolo degli animali da compagnia come sentinelle degli effetti ambientali sulla salute.

“Raccolte di dati ampie e condivise consentono di individuare fattori di rischio, monitorare l’evoluzione delle diverse forme tumorali nel tempo e rafforzare il contributo della ricerca veterinaria all’approccio One Health”, sottolinea la dottoressa Francesca Millanta, responsabile del gruppo di diagnostica istopatologica del Dipartimento di Scienze Veterinarie di Pisa.

CITATI: FRANCESCA MILLANTA, FRANCESCA PARISI
TAG: GATTI, GATTI DI RAZZA, IZS DEL LAZIO E DELLA TOSCANA, METICCIO, NEOPLASIE, ONCOLOGIA, UNICAMILLUS, UNIVERSITà DI PISA

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