Cani
01 Luglio 2026Uno studio su 88 cani anziani mostra che la lunghezza del passo degli arti anteriori si riduce con il peggioramento dei punteggi CADES, indipendentemente dall’età cronologica. Un aumento di 10 punti nella scala CADES corrisponde a una riduzione dell’1,2% della lunghezza relativa del passo

I cani anziani con deterioramento cognitivo tendono a compiere passi sempre più corti con gli arti anteriori, in modo analogo a quanto osservato nelle persone affette da demenza. Lo dimostra uno studio longitudinale coordinato da Natasha J. Olby, professore di neurologia e neurochirurgia veterinaria alla North Carolina State University, pubblicato su Frontiers in Veterinary Science. Il monitoraggio della lunghezza del passo potrebbe diventare uno strumento clinico utile per individuare precocemente la sindrome da disfunzione cognitiva canina e favorire un ricorso più tempestivo alle cure veterinarie.
Gli autori hanno seguito 88 cani anziani e geriatrici, arruolati nel Longitudinal Study of Canine Neuroaging al raggiungimento del 75% dell’aspettativa di vita per taglia e razza (età media all’ingresso: 12,7 anni). Ogni sei mesi i cani erano sottoposti a tre giornate consecutive di valutazioni cliniche comprendenti esami neurologici, ortopedici e fisiologici, test cognitivi, della vista, dell’udito, della forza muscolare e della mobilità. I proprietari compilavano questionari standardizzati su stato di salute e comportamento, tra cui la Canine Dementia Scale (CADES) per quantificare il deterioramento cognitivo e la Canine Brief Pain Inventory (CBPI) per stimare il dolore cronico.
I cani percorrevano un corridoio di cinque metri al proprio ritmo, tenuti al guinzaglio morbido senza incoraggiamenti verbali o ricompense alimentali. Le registrazioni sono state utilizzate per misurare la lunghezza media assoluta e relativa del passo, corretta in base alle dimensioni corporee. L’analisi statistica ha mostrato che la riduzione della lunghezza relativa del passo degli arti anteriori era associata soprattutto al peggioramento dei punteggi CADES e non all’età cronologica. Un aumento di 10 punti nella scala CADES corrispondeva a una riduzione dell’1,2% della lunghezza relativa del passo anteriore. Al contrario, invece, gli arti posteriori non hanno mostrato variazioni significative né in relazione all’età né al declino cognitivo.
“La corteccia cerebrale integra una quantità maggiore di informazioni sensoriali nei circuiti neuronali che controllano gli arti anteriori, rendendoli più vulnerabili alla perdita delle funzioni cognitive superiori”, ha spiegato Olby.
La presenza di dolore cronico contribuisce a ridurre ulteriormente la lunghezza del passo, ma il suo effetto è minore rispetto a quello del declino cognitivo.
“Se i proprietari notano che il passo degli arti anteriori del proprio cane si sta accorciando dovrebbero consultare il veterinario, perché potrebbero esserci cause alternative, come dolore artritico o problemi cervicali, che possono essere trattati. Se viene diagnosticato un declino cognitivo, esistono comunque diversi interventi sullo stile di vita che possono essere adottati”, ha concluso Olby.
CITATI: NATASHA OLBYSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
07/08/2026
Dalla distinzione tra emergenza e urgenza all’ordine corretto dei test diagnostici, i principi per una visita oftalmologica efficace senza compromettere la valutazione del paziente
07/08/2026
Carlo Gazza è stato eletto Presidente di AISA-Federchimica durante l’Assemblea del 29 luglio, che ha rinnovato il Consiglio di Presidenza fino alla conclusione del mandato nel 2027. Andrea...
A cura di Redazione Vet33
07/08/2026
In occasione dell’eclissi parziale di sole del 12 agosto, un’occasione per ripassare le basi della fisiologia visiva di cane e gatto. Dalla visione dicromatica al ruolo del tapetum lucidum, fino...
A cura di Redazione Vet33
07/08/2026
La fluoxetina, SSRI impiegato in veterinaria per il trattamento dei disturbi comportamentali, può essere allestita in formulazione transdermica, una pratica alternativa alla via orale...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022