Farmaci
10 Giugno 2026Il trial di fase 1 del vaccino combinato Lassarab, pubblicato su Nature Medicine, dimostra un profilo di sicurezza accettabile e una risposta anticorpale del 100% contro il virus di Lassa e contro la rabbia dopo due dosi. Per la febbre di Lassa non esiste ancora alcun vaccino approvato

Un vaccino combinato contro la febbre di Lassa e la rabbia ha superato con risultati positivi il trial clinico di fase 1. Il 100% dei partecipanti vaccinati con Lassarab ha sviluppato anticorpi contro entrambi i virus dopo due dosi, senza eventi avversi gravi correlati alla vaccinazione. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine da ricercatori della University of Maryland School of Medicine, rappresenta un passo rilevante per una malattia – la febbre di Lassa – per cui non esiste ancora alcun vaccino approvato e che causa circa 300.000 infezioni e 5.000 decessi ogni anno in Africa occidentale.
Il trial randomizzato e controllato ha coinvolto 54 volontari adulti sani dell’area di Baltimora, assegnati a ricevere tre diversi dosaggi di Lassarab con adiuvante TLR-4 o un vaccino antirabbico autorizzato come controllo. I partecipanti hanno ricevuto due dosi a distanza di 28 giorni. Nell’analisi ad interim a 61 giorni, il 100% dei riceventi Lassarab ha raggiunto la sieroconversione IgG contro il complesso glicoproteico del virus di Lassa e la sieroprotettività contro la rabbia. Il profilo di sicurezza è risultato accettabile: gli eventi avversi erano prevalentemente lievi e autolimitanti; non ci sono stati eventi avversi gravi correlati alla vaccinazione né perdita dell’udito neurosensoriale.
“Questo vaccino è stato progettato per proteggere da due virus di grande rilevanza per la salute globale”, ha dichiarato il professor Justin Ortiz, principal investigator dello studio e ricercatore del Center for Vaccine Development and Global Health (Cvd) della University of Maryland School of Medicine. “Combinare due bersagli in un unico prodotto potrebbe ridurre la necessità di campagne vaccinali separate e semplificare la distribuzione in contesti dove l’accesso alle cure è limitato”.
Lassarab è un virus della rabbia inattivato e adiuvato, ingegnerizzato per esprimere sulla propria superficie il complesso glicoproteico del virus di Lassa. Un vantaggio pratico rilevante è la possibilità di liofilizzazione e conservazione senza una rigorosa catena del freddo, facilitando la distribuzione nelle aree remote più colpite dalla malattia. Il trial è tuttora in corso e la sicurezza e l’immunogenicità saranno monitorate fino a 394 giorni dalla vaccinazione.
“Questo studio evidenzia l’impegno del Cvd nell’affrontare malattie di rilevanza globale”, ha affermato il professor Stefan Kappe, direttore del Centro. “Lassarab non solo prende di mira malattie di grande impatto sanitario, ma utilizza anche una piattaforma che potrebbe rendere la distribuzione del vaccino praticabile proprio nelle aree del mondo maggiormente colpite”.
La febbre di Lassa è una zoonosi trasmessa dai roditori del genere Mastomys, classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le malattie prioritarie per la ricerca. Le aree endemiche dell’Africa occidentale presentano anche un elevato carico di rabbia. Il cambiamento climatico potrebbe ampliare geograficamente l’area a rischio: si stima che circa 700 milioni di persone siano oggi esposte e che entro il 2070 il numero di Paesi africani con condizioni ecologiche favorevoli alla diffusione del virus possa aumentare drasticamente. La combinazione dei due bersagli in un unico vaccino risponde a un’esigenza sanitaria concreta nei contesti con accesso limitato alle cure.
CITATI: JUSTIN ORTIZ, STEFAN KAPPESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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