Animali da Compagnia
22 Aprile 2026I dati del network Banfield Pet Hospital mostrano che il 73% dei cani e il 64% dei gatti adulti presenta segni di patologia orale già a partire dai 3 anni di età. La malattia parodontale è la condizione più frequentemente riscontrata nelle visite veterinarie

Il 73% dei cani adulti e il 64% dei gatti presentano già segni di patologia orale a partire dai 3 anni di età. La malattia parodontale è la condizione più frequentemente riscontrata durante le visite veterinarie e si sviluppa in modo progressivo e silenzioso, spesso prima che i sintomi diventino riconoscibili dal proprietario. Sono i dati del network Banfield Pet Hospital, elaborati su milioni di visite veterinarie, che riportano l’igiene orale al centro della prevenzione in medicina veterinaria. Placca e tartaro non sono inestetismi: sono l’espressione di un processo continuo che, se non controllato, evolve in infiammazione gengivale e perdita di tessuto di supporto del dente.
“Inserire il controllo della bocca nella routine clinica e domiciliare consente un approccio proattivo alla prevenzione, contribuendo a limitare la progressione delle patologie e migliorare il comfort dell’animale nel tempo. Piccoli e semplici accorgimenti fanno una grande differenza e la regolarità degli interventi di igiene orale rappresenta un fattore chiave nella gestione a lungo termine”, spiega la dottoressa Emma Bellei, Responsabile di Odontostomatologia presso AniCura Ospedale Veterinario I Portoni Rossi e Diplomata del College Europeo di Odontostomatologia Veterinaria (EVDC).
I numeri del network Banfield Pet Hospital, basati sull’analisi di milioni di visite veterinarie, definiscono la dimensione del problema: il 73% dei cani adulti e il 64% dei gatti adulti presenta segni di patologie orali già a partire dai 3 anni di età. La malattia parodontale risulta la condizione riscontrata più frequentemente durante le visite veterinarie e tende a svilupparsi in modo progressivo e silenzioso, prima che i sintomi diventino evidenti al proprietario.
Placca e tartaro non sono inestetismi. Sono l’espressione di un processo infiammatorio continuo che, se non intercettato nelle fasi iniziali, può evolvere in gengivite, perdita di attacco parodontale e, nei casi più avanzati, dolore cronico con impatto sulla qualità della vita dell’animale.
La letteratura e l’esperienza clinica concordano che il rischio di patologia orale non è uniforme tra le specie e le razze. I cani di piccola taglia e le razze brachicefale presentano una maggiore incidenza, legata all’affollamento dentale e alla tendenza alla rapida formazione di tartaro. A questi fattori strutturali si aggiungono variabili individuali (genetica, composizione della saliva, dieta, stile di vita) che rendono necessario un piano di prevenzione costruito dal veterinario caso per caso.
Nel gatto, le patologie orali possono svilupparsi in modo particolarmente subdolo. Cambiamenti nell’alimentazione, riduzione del grooming e aumento dell’irritabilità sono segnali indiretti che meritano approfondimento clinico, anche in assenza di lesioni visibili all’ispezione superficiale.
Non esiste un’età standard per la prima profilassi dentale professionale. Le evidenze indicano che segni di malattia possono comparire anche in pazienti molto giovani: è fondamentale valutare la salute orale già dal cambio di dentizione, in particolare nei soggetti a rischio.
I segnali clinici da non sottovalutare comprendono gengive arrossate o sanguinanti, tartaro visibile, alitosi persistente e cambiamenti nelle abitudini alimentari. Indicatori che orientano il veterinario nella definizione del percorso diagnostico e terapeutico più adeguato per il singolo paziente.
La spazzolatura regolare, idealmente quotidiana ed eseguita con prodotti specifici per uso veterinario, resta il riferimento principale per il controllo della placca. Può essere affiancata da spray orali, additivi per l’acqua, snack funzionali e diete con supporto dentale, sempre sotto indicazione veterinaria. La chiave è la regolarità: non la perfezione del singolo gesto, ma la continuità nel tempo.
CITATI: EMMA BELLEI“La prevenzione è davvero efficace solo se può essere mantenuta con costanza nel tempo”, sottolinea la dottoressa Bellei. “Il nostro compito è aiutare i proprietari a trovare soluzioni realistiche, compatibili con la vita quotidiana, e integrarle con controlli periodici”.
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