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19 Marzo 2026Uno studio pubblicato su Science Advances mostra che dosi subcliniche alterano peristalsi e difese intestinali. Coinvolti sistema nervoso enterico, risposta immunitaria e rischio infezioni da Salmonella e Shigella

La tossina botulinica, nota per il suo effetto paralizzante nel botulismo, potrebbe avere un ruolo più ampio nella fisiopatologia intestinale: anche a dosi subcliniche è in grado di alterare la motilità e le difese dell’intestino, favorendo l’insorgenza di infezioni batteriche. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Padova e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe), pubblicato su Science Advances.
Tossina botulinica e infezioni intestinali: cosa emerge dallo studio
Il botulismo è una malattia rara ma potenzialmente mortale causata dalle neurotossine botuliniche (BoNT), prodotte da batteri del genere Clostridium. Il loro effetto principale è il blocco del rilascio di acetilcolina, con conseguente paralisi muscolare. In Europa, la forma più diffusa è quella alimentare.
Lo studio condotto dai Dipartimenti di Scienze Biomediche e di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, in collaborazione con la Sezione di Treviso dell’IzsVe, introduce un elemento nuovo: le BoNT possono influenzare la fisiologia intestinale anche in assenza di sintomi clinici evidenti.
Dosi subcliniche: effetti sul sistema nervoso enterico
I ricercatori hanno dimostrato che quantità di tossina troppo basse per causare botulismo conclamato agiscono sul sistema nervoso enterico, la rete neuronale che regola le funzioni gastrointestinali.
L’effetto principale osservato è la riduzione della peristalsi, ovvero dei movimenti intestinali che consentono il normale transito del contenuto. Il rallentamento della motilità aumenta il tempo di permanenza dei patogeni nell’intestino, facilitandone la proliferazione e la capacità di attraversare la barriera intestinale.
Alterazione delle difese intestinali
Oltre alla motilità, le tossine interferiscono con i principali meccanismi di difesa dell’intestino: indeboliscono la risposta immunitaria locale, strettamente connessa ai neuroni colinergici; riducono la produzione di mucina, componente fondamentale del muco protettivo. La combinazione di questi effetti compromette la capacità dell’intestino di contrastare l’attacco dei microrganismi.
Lo studio evidenzia che queste alterazioni favoriscono l’infezione da batteri enterici, in particolare Salmonella enterica e Shigella flexneri. La maggiore suscettibilità alle infezioni si verifica anche in assenza dei sintomi tipici del botulismo, ampliando il quadro clinico associato all’esposizione alle BoNT.
Nuove implicazioni e prospettive di ricerca
I risultati ampliano la comprensione del ruolo delle tossine botuliniche, suggerendo che possano agire come modulatori della fisiologia intestinale e non solo come agenti neurotossici acuti. Le BoNT emergono inoltre come strumenti utili per studiare le interazioni tra sistema nervoso enterico, sistema immunitario e microbiota intestinale. Questo apre nuove prospettive nella ricerca sui meccanismi di difesa dell’intestino e sulla patogenesi delle infezioni enteriche.
Le evidenze invitano a considerare la tossina botulinica in un’ottica più ampia: non solo causa di una patologia neurologica rara, ma possibile fattore che contribuisce alla vulnerabilità intestinale. Un cambio di prospettiva che potrebbe avere implicazioni rilevanti nella valutazione del rischio microbiologico e nella comprensione delle infezioni gastrointestinali.
TAG: BOTULISMO, IZS DELLE VENEZIE, MICROBIOTA, SALMONELLA ENTERICA, SHIGELLA, TOSSINA BOTULINICA, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI PADOVASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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