Microbiota
05 Febbraio 2026Pubblicato il catalogo più grande e completo del microbioma intestinale canino: identificate nuove specie batteriche con importanti implicazioni per nutrizione e medicina veterinaria

Un team di ricercatori ha pubblicato su Microbiome quello che è stato definito come "il catalogo più completo del microbioma intestinale canino mai realizzato ". Lo studio ha portato all'identificazione di 982 nuovi ceppi batterici specie-specifici, 89 nuove specie e 10 nuovi generi, rappresentando quello che gli autori definiscono "una scoperta senza precedenti".
Il microbioma intestinale rappresenta un ecosistema complesso che svolge ruoli cruciali nella digestione, nel metabolismo, nella funzione immunitaria e nella salute complessiva dell'ospite. Negli ultimi anni, la ricerca sul microbioma umano ha fatto progressi straordinari, mentre la comprensione del microbioma degli animali da compagnia è rimasta significativamente indietro.
I ricercatori hanno adottato una strategia metodologica innovativa, combinando diversi metodi di sequenziamento su 501 campioni fecali provenienti da 107 cani sani distribuiti in tre Paesi: Regno Unito, Stati Uniti e Francia. Questa variabilità geografica ha permesso di identificare microbiomi associati a differenti ambienti, diete e pratiche regionali, aumentando la rappresentatività e la generalizzabilità dei risultati. L'utilizzo combinato di tecnologie di sequenziamento complementari ha consentito di massimizzare sia l'accuratezza che la completezza della ricostruzione genomica. Il sequenziamento short-read offre alta precisione e profondità di copertura, mentre il long-read facilita l'assemblaggio di genomi complessi e la risoluzione di regioni genomiche ripetitive.
Complessivamente, lo studio ha identificato 240 specie batteriche che costituiscono il “core microbiome” intestinale canino. Queste specie rappresentano circa l'83% della comunità batterica intestinale del cane. Studi precedenti sul microbioma canino si erano basati principalmente su tecniche di mappatura tradizionali che riuscivano a caratterizzare circa il 25% della comunità batterica intestinale, lasciando ampie porzioni del microbioma inesplorate e non classificate.
Attraverso l'analisi bioinformatica dei dati di sequenziamento, i ricercatori sono riusciti a ricostruire 5.753 genomi, di questi, 982 rappresentano nuovi ceppi canino-specifici mai precedentemente descritti, 89 costituiscono nuove specie e 10 appartengono a generi completamente nuovi. Nessun fattore di virulenza è stato trovato nelle nuove specie scoperte, suggerendo che tutti i nuovi taxa identificati sono commensali, ossia convivono pacificamente con l'ospite senza causare patologia.
Uno degli aspetti più significativi emersi dallo studio riguarda la conferma della particolarità del microbioma canino rispetto ad altre specie di mammiferi, incluso l'uomo. Nonostante alcune similitudini trasversali tra i mammiferi, l'insieme delle nuove specie suggeriscono un'evoluzione specifica in relazione al suo ospite, alla dieta e all'ambiente nel corso di diversi millenni. Un esempio particolarmente rilevante è l'assenza di Akkermansia muciniphila, un batterio generalmente associato a un ruolo protettivo nello sviluppo di malattie cardiovascolari. La sua assenza suggerisce che i cani abbiano sviluppato strategie microbiche alternative per funzioni fisiologiche analoghe.
Lo studio ha fornito inoltre nuove informazioni su specie batteriche precedentemente non note per essere presenti nell'intestino canino, in particolare quelle che producono enzimi carboidrato-attivi (CAZymes), responsabili della degradazione di fibre complesse. La prevalenza di CAZymes nel microbioma canino indica il ruolo cruciale che il microbioma svolge nella digestione canina.
Gli autori descrivono il "Waltham catalogue for the canine gut microbiome" come "la mappa del microbioma più completa in tutta la ricerca sugli animali da compagnia". Gregory Amos, co-autore dello studio, ha dichiarato: "Grazie a questa comprensione del microbioma intestinale canino, siamo ora ben equipaggiati per sviluppare soluzioni che migliorino la vita dei cani".
Le implicazioni di questo lavoro per la medicina veterinaria sono molteplici. La disponibilità di un catalogo completo del microbioma canino sano fornisce permette di modulare interventi terapeutici e nutrizionali per massimizzarne l'efficacia e sviluppare interventi personalizzati per i cani (concetto ampiamente usato in medicina umana ma poco in quella veterinaria) e valutare l'impatto di terapie antibiotiche sull'equilibrio microbico intestinale. Il catalogo permetterà inoltre di approfondire la comprensione della relazione tra microbioma e condizioni croniche come allergie, malattie infiammatorie, obesità e disordini metabolici.
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