Antibiotici
03 Febbraio 2026Dalla Conferenza Programmatica sulla Sorveglianza One Health emerge un percorso concreto contro l’antimicrobico-resistenza: proposte operative, ruolo attivo degli Ordini, supporto scientifico e coinvolgimento delle comunità per fare del territorio un laboratorio di risposta integrata

La lotta all’antimicrobico-resistenza può diventare un terreno di sperimentazione concreta di un approccio One Health realmente operativo. È questo il messaggio che emerge dalla Conferenza Programmatica sulla Sorveglianza One Health per la lotta all’Ama, svoltasi a Foggia a fine gennaio, che ha segnato l’avvio di un percorso condiviso tra professionisti sanitari, istituzioni e mondo accademico.
Strumenti concreti per sorveglianza integrata
L’Amr è stata riconosciuta come una criticità reale e già presente sul territorio, ma allo stesso tempo come una sfida affrontabile grazie a una diffusa consapevolezza e alla disponibilità ad agire in modo coordinato.
I contributi scientifici, di livello nazionale e internazionale, hanno fornito un inquadramento rigoroso del fenomeno, mentre gli interventi delle istituzioni locali hanno messo in evidenza l’esistenza di condizioni operative e organizzative idonee a passare dalla fase di analisi a quella dell’azione.
Elemento centrale della Conferenza è stato il carattere fortemente operativo delle proposte emerse. Non una riflessione generale sull’Amr, ma l’individuazione di strumenti concreti per rafforzare la sorveglianza integrata, promuovere la stewardship antimicrobica, investire nella formazione e migliorare il raccordo tra ospedale, territorio e sanità veterinaria. Un’impostazione che punta a risultati misurabili, con obiettivi chiari, fasi progressive e tempi di attuazione realistici.
Un ruolo qualificante è stato assunto dagli Ordini professionali della provincia di Foggia – medici, veterinari e farmacisti – che hanno formalizzato un Protocollo di Intesa finalizzato allo sviluppo di un progetto triennale di contrasto all’Amr. Gli Ordini hanno chiarito di non voler sostituire l’azione della Regione Puglia, ma di affiancarla e rafforzarla, mettendo a disposizione competenze professionali, capacità di raccordo territoriale e prossimità ai cittadini.
Interesse e impegno condiviso
Il percorso potrà contare su un solido supporto scientifico e metodologico. Isde – Medici per l’Ambiente e la Rimsa contribuiranno all’integrazione tra salute, ambiente e sorveglianza territoriale, mentre l’Università di Foggia ha manifestato la volontà di assumere un ruolo strutturale e continuativo, sia sul piano scientifico sia su quello formativo e valutativo, rafforzando la dimensione accademica del progetto.
Particolarmente rilevante è l’attenzione riservata all’empowerment dei cittadini e al coinvolgimento delle comunità locali. I cittadini vengono considerati parte attiva della strategia di contrasto all’Amr, non solo come utenti del servizio sanitario, ma anche come produttori, allevatori, consumatori e proprietari di animali da compagnia. In questa prospettiva è previsto il coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle aziende sanitarie, delle agenzie ambientali e delle associazioni, con un’estensione progressiva ad altre professioni e Ordini, a conferma della natura trasversale della sfida.
Il percorso avviato punta a trasformare la consapevolezza in azione, candidando il territorio foggiano a diventare un modello pilota di risposta integrata all’antimicrobico-resistenza, con benefici attesi per la salute umana, animale e ambientale.
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