Parassiti
22 Settembre 2023Studi recenti suggeriscono l’utilizzo di un farmaco antimalarico per trattare la leishmaniosi canina in forma viscerale. Ecco una formulazione galenica con artemisinina in capsule

La leishmaniosi è una malattia sempre più diffusa tra i cani ed emergente anche tra la popolazione felina. Studi recenti suggeriscono l’utilizzo di un farmaco antimalarico per trattare la leishmaniosi canina in forma viscerale.
Si tratta dell’artemisinina, un composto ottenuto dalla Artemisia annua L., erba medicinale cinese un tempo nota come Qinghao e tradizionalmente utilizzata per il trattamento della malaria, che agisce uccidendo il plasmodio nello stadio di schizonte, cioè quello che deriva dalla forma del parassita trasmessa dalla zanzara anofele all’uomo e che si nutre dell’emoglobina presente nei globuli rossi
Meccanismi d’azione dell’artemisinina contro la forma viscerale
Per il trattamento della forma viscerale, si possono utilizzare amfotericina B liposomiale o miltefosina, a seconda della specie infettiva. Le alternative includono l’amfotericina B desossicolato e i composti di antimonio pentavalente. Una varietà di trattamenti topici e sistemici è disponibile per la leishmaniosi cutanea a seconda della specie causali e delle manifestazioni cliniche. A causa della tossicità dei farmaci utilizzati per il trattamento della forma viscerale, la ricerca ha quindi ipotizzato l’utilizzo anche dell’artemisinina come alternativa terapeutica.
Il meccanismo d’azione suggerito prevede l’interazione tra l’artemisina ed il ferro contenuto nel liquido citoplasmatico della cellula: si crea una reazione chimica che origina radicali liberi citotossici. Queste sostanze rompono le membrane cellulari, inducendo l’arresto del ciclo cellulare e l’apoptosi in promastigoti della Leishmania. Il farmaco, infatti, sembra essere efficace contro la malattia sia per azione diretta contro la forma amastigote, che tramite la stimolazione dell’attività macrofagocitaria. Il trattamento con artemisinina può essere adiuvato anche da altri trattamenti volti a ridurre l’attività del protozoo.
Luca Guizzon, farmacista clinico territoriale esperto di fitoterapia, in un articolo per Farmacia33 propone una formulazione galenica di artemisinina in capsule.
Formulazione con artemisinina in capsule
Dopo aver avvinato il cilindro e valutato il volume occupato dai 2000mg di artemisinina, si aggiunge eccipiente quanto basta a raggiungere il volume richiesto per il riempimento delle capsule. Si trasferisce in mortaio e si leviga fino ad omogeneità aggiungendo eventualmente aroma e dolcificante. Dopo aver distribuito uniformemente la polvere risultante sull’incapsulatrice ed aver riempito e chiuso le capsule, si procede ai controlli di rito e al confezionamento.
Gli studi fin qui prodotti suggeriscono un trattamento al dosaggio di 25mg/kg per 6 giorni con somministrazione bi-giornaliera. La posologia ed il dosaggio devono essere indicati dal medico veterinario.
Sono da registrare gli effetti collaterali già noti a carico del sistema gastroenterico, a cui si aggiunge una pericolosa neurotossicità in caso di sovradosaggio.
CITATI: LUCA GUIZZON
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