Ruminanti
14 Settembre 2026Secondo CIA Veneto, fino a un terzo delle pecore della regione sarebbe morto per soffocamento al momento del posizionamento del bolo ceramico previsto dalla nuova normativa regionale sui contrassegni degli ovicaprini. Gli allevatori chiedono un ritorno al vecchio sistema di marcatura

Secondo CIA Veneto, fino a un terzo delle pecore della regione sarebbe morto per soffocamento al momento del posizionamento del bolo, un cilindro in ceramica delle dimensioni di un dito, previsto dalla nuova normativa regionale sui contrassegni degli ovicaprini. “La situazione sta diventando drammatica, i numeri dei decessi sono a dir poco preoccupanti”, scrive l'associazione in una nota. “Accade tutto questo nonostante l'operazione sia eseguita da veterinari autorizzati dalle diverse ULSS”.
Secondo CIA Veneto, in alcuni casi gli animali vomitano il bolo dopo qualche giorno dal posizionamento, mentre in altri si altera l'attività del rumine, con conseguente malessere per il capo. L'associazione segnala inoltre casi certificati di rallentamento della crescita delle agnelle, oltre alla perdita di efficacia dello strumento a causa di non meglio precisate smagnetizzazioni.
“Gli allevatori veneti sono profondamente contrariati”, ha osservato il presidente di CIA Veneto, Giorgio Puppin. “Chiediamo all'amministrazione regionale di fare un passo indietro, tornando al vecchio sistema di marcatura”. Secondo Puppin, in uno scenario che vede già numerose criticità per il comparto, “questa nuova normativa rischia di mandare ko l'intero comparto”.
Fino a qualche mese fa, il contrassegno degli ovicaprini avveniva tramite apposite marche auricolari applicate su entrambe le orecchie, con il microchip inserito in una di esse. La Regione Veneto ha successivamente recepito una norma che prevede l'inserimento di un bolo in ceramica nel rumine, accompagnato da una sola marca auricolare semplice.
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