Professione
28 Marzo 2025La Commissione Centrale per gli Esercenti delle Professioni Sanitarie al centro di una riforma che punta a ridurre i tempi di giudizio e rendere subito operative le sanzioni degli Ordini. Critiche dalla Fnovi e dibattito aperto

Con 896 ricorsi pendenti e un arretrato che pesa sulle decisioni disciplinari, la Commissione Centrale per gli Esercenti delle Professioni Sanitarie (CCEPS) si prepara a cambiare volto. La riforma, annunciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, dovrebbe snellire le procedure e rendere immediatamente esecutive le sanzioni comminate dagli Ordini professionali, in attesa della decisione della Commissione. Perplessità da parte delle Federazioni
Il Ministero della Salute con il Comunicato n. 11 del 25 marzo 2025, ha reso noto quanto già ampiamente evidenziato dalle Federazioni delle professioni sanitarie nel corso degli ultimi 4 anni. Infatti, dal 2020 la CEEPS per varie cause ha accumulato una serie di ritardi critici che hanno comportato uno stallo nelle attività di esame e di giudizio dei ricorsi presentati. Anche per la disciplina ordinistica, infatti, è previsto che a seguito di sanzione disciplinare il professionista possa far ricorso al secondo grado di giudizio, sospendendo di fatto la pena fino al completamento dell’iter di giudizio.
La proposta di riforma presentata dal Ministero della Salute per ovviare a questi ritardi introduce due novità, stabilendo:
● procedure più snelle e rapide con la costituzione di due sezioni, una dedicata ai medici e agli odontoiatri, l’altra alle restanti professioni sanitarie, per accelerare sia i ricorsi pendenti che quelli futuri;
● sanzioni immediatamente esecutive: le sanzioni disciplinari, come sospensioni o radiazioni, saranno operative già al momento della decisione dell’Ordine, senza più attendere l’esito del ricorso alla CCEPS.
Secondo il Ministero, queste misure garantirebbero una maggiore tutela dei cittadini, impedendo a professionisti radiati o sospesi di continuare a esercitare durante il procedimento di ricorso.
La CCEPS è un organo di giurisdizione speciale che ha il compito di giudicare i ricorsi dei professionisti contro i provvedimenti disciplinari subiti dal proprio Ordine. La Commissione ha competenze anche in materia di iscrizione e cancellazione dagli Albi e di ricorsi elettorali. Negli anni, la Commissione ha attraversato svariate vicissitudini che ne hanno rallentato o congelato le funzioni, incluso un conflitto di attribuzioni per la presenza al suo interno di rappresentanti del Dicastero in posizioni successivamente corrette.
Dal 2020, la CCEPS ha accumulato un significativo arretrato, con 896 ricorsi pendenti, di cui 64 relativi a radiazioni. Inoltre, in meno di due anni sono cambiati tre presidenti, aggravando la situazione. La nomina di Valeria Vaccaro a febbraio 2025 dovrebbe ora consentire un ritorno alla piena operatività.
La soluzione individuata dal Ministero è motivo di preoccupazione da parte degli Ordini per l’impatto che potrebbe avere. In particolare, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (Fnovi) ritiene che così facendo ricadrebbe “l’intero onere del giudizio sugli Ordini, che potrebbero vedersi costretti a dover affrontare risarcimenti e spese legali in caso di perdita del secondo grado di giudizio”; inoltre, ciò “demolisce il sistema di garanzia che tutela il professionista e crea uno strabismo tra la giustizia ordinaria e quella disciplinare, che porterà a incoerenza e incertezza”.
Di conseguenza, per Fnovi, “tutto ciò potrebbe ricadere in modo significativo sulla cittadinanza, dal momento che un tale rischio potrebbe portare gli Ordini professionali ad agire in modo condizionato, o peggio a non agire affatto”.
La Federazione propone un’alternativa, ovvero “potenziare la composizione della Commissione, individuando più membri sostituiti” in modo tale da “portare i lavori a regime snellendo i ricorsi inevasi e migliorando la performance ordinaria”.
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