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04 Giugno 2026

Patologie epatiche e pancreatiche nel cane e nel gatto. Intervista a Penny Watson

La dottoressa Penny Watson al Congresso SCIVAC 2026: anamnesi accurata, algoritmi diagnostici e nuove prospettive terapeutiche per le patologie epatobiliari e pancreatiche di cani e gatti

di Redazione Vet33


Patologie epatiche e pancreatiche nel cane e nel gatto. Intervista a Penny Watson

Le patologie epatiche e pancreatiche restano tra le sfide diagnostiche più complesse nella pratica clinica dei piccoli animali. A parlarne è la dottoressa Penny Watson, specialista in medicina interna veterinaria e autrice del volume Patologie epatobiliari e del pancreas esocrino del cane, edito da Edra Edizioni, ospite del Congresso SCIVAC 2026 di Rimini. Il libro nasce per rispondere a una necessità precisa: offrire al veterinario clinico di primo livello uno strumento di approfondimento rapido e pratico, con algoritmi e tabelle consultabili anche nei momenti di minor tempo disponibile.



“Credo che la lacuna riguardasse il veterinario clinico di primo livello particolarmente motivato, che desidera approfondire la gestione dei propri casi ma che, allo stesso tempo, ha pochissimo tempo a disposizione”, spiega Watson.

Diagnosi: l’anamnesi resta lo strumento più prezioso

Le patologie epatiche e pancreatiche sono notoriamente difficili da diagnosticare. 

“Ritengo che lo strumento più prezioso sia la capacità del clinico di raccogliere un’anamnesi accurata e di eseguire un esame clinico approfondito, includendo pancreatite e malattie pancreatiche tra le possibili diagnosi differenziali”, sottolinea Watson. 

Esami del sangue e diagnostica per immagini sono fondamentali, ma il passaggio critico resta il riconoscimento dei segni clinici che devono aumentare il livello di sospetto diagnostico.

Le linee della ricerca: rame nel cane e vie biliari nel gatto

Sul fronte della ricerca, Watson segnala aree di interesse specifiche. Per il fegato, le ricerche più rilevanti riguardano le patologie delle vie biliari nel gatto e le epatopatie associate all’accumulo di rame nel cane. Per il pancreas, la ricerca è ancora limitata, ma l’introduzione negli Stati Uniti di un farmaco specifico per la pancreatite rappresenta uno sviluppo potenzialmente importante. 

“Non sappiamo ancora se si tratterà di una svolta decisiva, ma è certamente uno sviluppo interessante che potrebbe influenzare i progressi futuri”, conclude Watson.

CITATI: PENNY WATSON
TAG: CANE, FEGATO, GATTO, PANCREAS, SCIVAC

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