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25 Marzo 2026

Peste Suina Africana. La Lombardia ottiene il declassamento Ue, ma restano criticità

La Commissione europea approva il declassamento delle Zone di Restrizione per la Psa in Lombardia. Milano torna completamente libera, progressi anche a Lodi e Pavia, ma restano aree sotto sorveglianza

di Redazione Vet33


Peste Suina Africana. La Lombardia ottiene il declassamento Ue, ma restano criticità

La Lombardia ottiene il declassamento di ampie aree soggette a restrizioni per la Peste suina africana (Psa), con il via libera della Commissione europea. La decisione certifica l’efficacia delle misure di controllo e biosicurezza adottate, con il ritorno alla piena libertà sanitaria per l’intera Città Metropolitana di Milano e progressi significativi in altre province.

Psa in Lombardia: via libera al declassamento delle zone di restrizione

La Commissione europea ha approvato il declassamento delle Zone di Restrizione (Zur) per la Psa in Lombardia, accogliendo la proposta avanzata dalla Regione. Il voto, sancito il 24 marzo 2026, riconosce l’efficacia delle misure adottate sul territorio, tra cui sorveglianza epidemiologica, controllo della fauna selvatica e rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti.

Milano torna completamente libera

Il dato più rilevante riguarda la Città Metropolitana di Milano. Tutti gli 82 comuni precedentemente inclusi nelle aree di restrizione vengono ora classificati come zona libera, a conferma dell’assenza di rischi residui.

Lodi: quasi completo superamento 

In provincia di Lodi si registra un ulteriore avanzamento. Dei 32 comuni coinvolti, tutti vengono declassati ad eccezione del Comune di San Rocco, che resta in Zur 1 per la vicinanza a focolai recentemente registrati nel territorio piacentino.

Pavia: situazione più complessa

La provincia di Pavia presenta un quadro più complesso, legato alla storia epidemiologica del territorio. 186 comuni precedentemente coinvolti:
● 77 comuni passano a zona libera
● 53 comuni vengono classificati in Zur 1
● 56 comuni dell’Oltrepò Pavese restano in Zur 2

In quest’area permane la necessità di un monitoraggio rafforzato, soprattutto sulla fauna selvatica.

Il nuovo assetto

La ridefinizione delle aree sarà formalizzata con la pubblicazione del nuovo regolamento europeo, che recepirà ufficialmente il declassamento.

“L’esito positivo rispetto alla nostra proposta – dichiarano gli assessori al Welfare Guido Bertolaso e all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – riflette la qualità delle attività di sorveglianza, la capacità di controllo della fauna selvatica, l’innalzamento degli standard di biosicurezza negli allevamenti. E premia un coordinamento territoriale che ha coinvolto in maniera integrata istituzioni, enti scientifici e operatori del settore”.

La Regione attribuisce il risultato a un modello di governance basato su integrazione tra istituzioni, enti scientifici e operatori del settore.

Il ruolo del sistema veterinario

Un contributo centrale è stato riconosciuto ai servizi veterinari regionali e delle ATS.

“Occorre sottolineare che è stato possibile raggiungere questo grande traguardo grazie in particolare alla professionalità e all’impegno dei nostri veterinari sia a livello di UO Veterinaria della Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia che delle Ats” rimarcano i due assessori lombardi.

Inoltre, il risultato è stato ottenuto attraverso un “lavoro di squadra” che ha visto il coordinamento tra Commissario straordinario alla Psa e sub-commissario regionale, direzioni regionali, servizi veterinari delle ATS, enti scientifici come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izsler), forze dell’ordine, amministrazioni locali, mondo venatorio e tutta la filiera.

“Il declassamento delle Zone di Restrizione – sottolineano Bertolaso e Beduschi – è frutto del lavoro coordinato tra il Commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini e il Sub Commissario lombardo Mario Chiari. Azione che ha coinvolto anche le Direzioni generali regionali di Regione Lombardia, i dipartimenti veterinari delle Ats, i Corpi di Polizia provinciale, Izsler, Ersaf, le Forze dell’ordine, il Parco del Ticino, le amministrazioni locali, Anci, il mondo venatorio e l’intera filiera suinicola”.

CITATI: GIOVANNI FILIPPINI, MARIO CHIARI
TAG: ALLEVAMENTI, BIOSICUREZZA, FAUNA SELVATICA, PESTE SUINA AFRICANA, PSA, REGIONE LOMBARDIA, ZUR

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