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Animali selvatici

20 Marzo 2026

Trentino, orso M90. Abbattimento legittimo secondo la sentenza, assolto Fugatti

Assolto il presidente della Provincia di Trento per l’abbattimento dell’orso M90, ritenuto pericoloso. La decisione riaccende il confronto tra istituzioni e associazioni animaliste. Il caso solleva questioni su gestione dei grandi carnivori, sicurezza pubblica e applicazione del Pacobace

di Redazione Vet33


Trentino, orso M90. Abbattimento legittimo secondo la sentenza, assolto Fugatti

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, è stato assolto dall’accusa di “uccisione con crudeltà” per l’abbattimento dell’orso M90, avvenuto il 6 febbraio 2024. L’animale, considerato pericoloso per il comportamento confidente e la frequentazione di aree urbanizzate, era stato abbattuto nell’ambito delle misure previste per la sicurezza pubblica, riaprendo il dibattito sulla gestione dei grandi carnivori.

Perché l’orso M90 è stato abbattuto

L’abbattimento dell’orso M90 era stato disposto dalla Provincia autonoma di Trento ed eseguito dal Corpo forestale del Trentino. L’animale era stato classificato come pericoloso secondo la scala di problematicità prevista dal Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace). Alla base della valutazione, la sua marcata confidenza con l’uomo e la frequentazione abituale di aree urbane e periurbane.

Tra gli episodi segnalati, quello del 28 gennaio 2024, quando M90 aveva seguito una coppia di escursionisti per oltre mezzo chilometro lungo una strada forestale nel comune di Mezzana.

Secondo quanto riportato dalla Provincia, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) aveva confermato la necessità di rimuovere l’animale, pur precisando che la scelta finale sulle modalità di intervento spetta all’amministrazione provinciale.

La sentenza: assoluzione per Maurizio Fugatti

Il procedimento giudiziario riguardava l’accusa di “uccisione con crudeltà”, contestata per le modalità e le motivazioni dell’abbattimento. Il presidente Maurizio Fugatti è stato assolto. La Provincia autonoma di Trento ha comunicato la decisione sottolineando la legittimità dell’operato istituzionale.

“L’assoluzione conferma in modo chiaro la piena legittimità dell’operato della Provincia. Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell’esercizio delle nostre competenze. La gestione di esemplari pericolosi richiede interventi tempestivi e rispettosi delle norme vigenti, con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità delle persone, inclusa quella del personale del Corpo forestale a cui è affidato l’intervento sul campo. Abbiamo agito con professionalità, attenendoci a protocolli consolidati e riconosciuti a livello internazionale”, ha dichiarato Fugatti.

La posizione di Provincia e Corpo forestale

In una successiva nota, la Giunta provinciale ha espresso “piena soddisfazione per l’assoluzione del presidente Maurizio Fugatti”. L’esecutivo ha inoltre manifestato “vicinanza e fiducia nei confronti del capo del Corpo forestale del Trentino Raffaele De Col e del dirigente del Servizio Foreste Giovanni Giovannini – che hanno dato attuazione al decreto di rimozione – auspicando lo stesso esito positivo”. “La sentenza conferma la correttezza delle scelte assunte e la piena legittimità dell’azione della Provincia”, sottolinea la nota.

Di fronte a esemplari ritenuti problematici, viene ribadito il principio secondo cui le istituzioni devono assumersi la responsabilità delle decisioni nell’interesse della sicurezza dei cittadini.

Le reazioni delle associazioni animaliste

L’assoluzione ha suscitato critiche da parte di numerose associazioni animaliste.

“Siamo molto delusi da questa sentenza che non ha tenuto in conto degli elementi oggettivi che dimostravano come l’uccisione dell’orso sia stata eseguita in violazione delle regole che la stessa Provincia di Trento si è data per la gestione di casi del genere”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV. “Il nostro pensiero va all’uccisione di M90, un orso che non aveva mai creato problemi ma che frequentava le aree urbanizzate perché abituato a cibarsi nei cassonetti non protetti. Attendiamo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza e poi costruiremo le nostre azioni per riportare Fugatti sul banco degli imputati della Corte d’appello”.

Dura anche la posizione di Enpa: “Aspetteremo di leggere le motivazioni della sentenza. Ma un punto resta fermo: l’uccisione con crudeltà è avvenuta. In un Paese civile nessuno può essere ucciso facendolo consapevolmente e volontariamente soffrire fino all’ultimo respiro. Non arretreremo di un passo nella difesa degli animali e continueremo a vigilare sugli orsi del Trentino”.

Il nodo giuridico

Sul piano giuridico, il caso apre una riflessione sull’applicazione delle norme nella gestione della fauna selvatica.

“Il fatto sussiste, non si poteva negare l’evidenza di una morte inflitta fra atroci patimenti, ma il presidente Fugatti non è punibile, con le motivazioni capiremo perché. Se il giudice afferma che non si può uccidere un animale in questo modo, si è stabilito un importante principio di diritto”, ha commentato il professor Mario Zanchetti, difensore della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

Per Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’associazione, “gli animali non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. Sono anch’essi portatori di fondamentali diritti, sulla base del principio, affermato dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali in quanto esseri senzienti. Continueremo a batterci contro l’arbitrio e l’arroganza di chi tratta gli orsi, il cui ripopolamento è stato deciso proprio dai politici trentini, come ingombranti ostacoli da rimuovere non appena se ne sente il bisogno”.

CITATI: GIOVANNI GIOVANNINI, MARIO ZANCHETTI, MASSIMO VITTURI, MAURIZIO FUGATTI, MICHELA VITTORIA BRAMBILLA, RAFFAELE DE COL
TAG: ABBATTIMENTO, ENPA, FAUNA SELVATICA, ISPRA, M90, ORSO, PACOBACE, TRENTINO

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