Animali selvatici
11 Settembre 2025Il nuovo farmaco monodose, frutto di oltre dieci anni di ricerca, potrebbe ridurre fino al 65% la mortalità nelle popolazioni selvatiche e proteggere l’iconico marsupiale australiano

Per la prima volta l’Australia ha approvato un vaccino destinato a salvare i koala dalla clamidia, una malattia che minaccia seriamente la sopravvivenza della specie nell’Australia orientale. Sviluppato da un team dell’Università della Sunshine Coast, a nord di Brisbane, il preparato richiede una sola dose e, secondo gli scienziati, potrebbe abbassare fino al 65% la mortalità tra gli animali infetti.
La clamidia è responsabile fino alla metà di tutte le morti dei koala in natura. Trasmessa per contatto diretto, come durante l’accoppiamento o il parto, provoca cecità, infertilità e gravi infezioni urinarie che possono portare irreparabilmente i marsupiali alla disidratazione e alla fame. Con tassi di contagio che in alcune colonie del Queensland e del Nuovo Galles del Sud superano il 70%, i ricercatori puntano a ottenere nuovi fondi per avviare una campagna vaccinale su larga scala.
“Alcune colonie si avvicinano ogni giorno all’estinzione locale”, ha dichiarato in un comunicato Peter Timms, professore di microbiologia all’Università della Sunshine Coast, il cui team ha impiegato oltre dieci anni per sviluppare il vaccino monodose.
Di norma i koala infetti vengono curati con gli antibiotici, che però danneggiano la flora batterica, impendendo a molti esemplari di digerire le foglie di eucalipto, principale fonte di alimentazione, e portandoli così a morire di fame.
Il vaccino potrebbe ridurre la probabilità che i koala sviluppino sintomi durante l’età riproduttiva e abbattere di almeno il 65% la mortalità tra gli esemplari selvatici.
“Offre tre livelli di protezione: riduce l’infezione, previene la progressione verso la malattia clinica e, in alcuni casi, riesce persino a invertire i sintomi già presenti”, ha spiegato Timms.
Samuel Phillips, microbiologo che ha collaborato con Timms, ha raccontato che ci sono voluti 15 anni per perfezionare la formula, combinando tre proteine bersaglio della clamidia con un adiuvante in un’unica dose:
“Così non dobbiamo catturare più volte gli animali e riportarli negli ospedali veterinari”, ha precisato. “Abbiamo già ricevuto richieste da diversi ospedali della fauna selvatica. Stimiamo che saranno necessarie almeno 1.000-2.000 dosi l’anno, senza contare i programmi dedicati alla protezione delle popolazioni selvatiche”.
Phillips ha aggiunto che fino a 500 dosi sono già pronte per essere distribuite entro l’inizio del prossimo anno, ma che servono ulteriori finanziamenti per incrementare la produzione.
Nel 2022 i koala sono stati inseriti nella lista delle specie a rischio di estinzioni in Queensland, Nuovo Galles del Sud e Territorio della Capitale Australiana (Act). Secondo il programma nazionale di monitoraggio, in queste aree restano tra 95.000 e 238.000 individui, mentre altri 129.000-286.000 vivono negli Stati di Victoria e Australia Meridionale.
CITATI: PETER TIMMS, SAMUEL PHILLIPSSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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