Alert sanitari
08 Aprile 2022 Dopo il passaggio al Senato, anche la Camera dei deputati approva la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della PSA

Con 316 voti a favore, due contrari e 43 astenuti, la Camera dà il suo ok alla conversione in legge - con modificazioni - decreto contenente misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana. Nel testo sono previsti piani regionali relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della PSA nei suini da allevamento e nei cinghiali; vengono inoltre indicate le modalità di attuazione dei metodi ecologici, nonché l’indicazione delle aree di intervento diretto. Viene istituito un Commissario straordinario, nominato dal presidente del Consiglio su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari regionali e le autonomie. A lui spetta il compito di contenere ed eradicare l’infezione, coordinando i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, le strutture sanitarie pubbliche, le strutture amministrative e tecniche regionali. Tra i compiti del Commissario c’è pure quello di verificare la regolarità dell’abbattimento, della distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini nonché le procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della ASL competente. Inoltre – e questo è un emendamento inserito al Senato – è prevista anche la realizzazione di recinzioni o di altre strutture temporanee ed amovibili, idonee al contenimento dei cinghiali selvatici. Anche in deroga alle disposizioni dei regolamenti edilizi e a quelle sulla valutazione di incidenza ambientale. Qualora tali recinzioni debbano essere installate su terreni di proprietà privata, il Commissario straordinario autorizza, con provvedimento motivato, l’occupazione d’urgenza. E’ infine introdotto un obbligo di segnalazione di rinvenimento di cinghiali feriti o morti ed una sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro per l’inadempimento di tale obbligo
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