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07 Ottobre 2026Ascolto, continuità e persone le priorità dei primi mesi. Il nuovo Head of Animal Health di Boehringer Ingelheim Italia indica prevenzione, digitale e One Health come motori di crescita e annuncia novità su farmaci e servizi già nel 2027
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Ascoltare il mercato prima di cambiarlo, puntare sulla prevenzione e sul digitale e rafforzare il ruolo di partner per medici veterinari e allevatori. È la linea tracciata da Emanuele Ferraro, dal 1° settembre nuovo Head of Animal Health della filiale italiana di Boehringer Ingelheim, nella videointervista concessa a Vet33. Dopo tre anni alla guida dell’area pet ed equini, Ferraro raccoglie il testimone da Karin Ramot e annuncia per il 2027 novità sia sul fronte del farmaco sia su quello dei servizi, in un settore in cui salute animale, umana e ambientale sono sempre più interconnesse.
Ferraro descrive il nuovo incarico come un equilibrio tra continuità e stimolo. Da un lato c’è un’organizzazione che definisce “assolutamente performante”. Dall’altro, l’obiettivo di farla crescere ancora, “sia in termini di competenze che di risultati sul mercato”.
L’agenda dei primi mesi poggia su tre punti. Il primo è l’ascolto. Fin dalle prime settimane Ferraro ha scelto di affiancare clienti, colleghi e stakeholder sul campo, per raccogliere riscontri diretti e capire dove intervenire. Il secondo è la continuità, sia dei risultati sia della missione aziendale: migliorare la qualità della vita degli animali, da compagnia e da reddito, lavorando accanto a medici veterinari e allevatori. Il terzo riguarda le persone. Ferraro intende valorizzare i talenti e le competenze già presenti in azienda per accompagnarne l’evoluzione.
Secondo Ferraro, il mercato si muove oggi su due binari. Nel segmento pet, gli animali da compagnia occupano un posto sempre più centrale nelle famiglie. In quello degli animali da reddito cresce invece la domanda di produzioni sostenibili e accessibili e l’attenzione alla sicurezza alimentare.
In questo contesto l’azienda individua tre leve per la crescita. La prima è l’innovazione, con un peso crescente della componente preventiva rispetto a quella terapeutica. Ferraro si dice convinto che la prevenzione diventerà sempre più centrale negli sviluppi del settore, anche perché le malattie animali hanno ricadute sulla salute umana. Vaccini, antiparassitari e soluzioni innovative restano quindi il cuore dell’offerta e del piano di sviluppo.
La seconda leva è la digitalizzazione. Cliniche veterinarie e allevamenti dispongono oggi di una grande mole di dati. Nella visione di Ferraro, le aziende possono contribuire a costruire un ecosistema che li renda oggettivi e utili alla pratica clinica e zootecnica; cita in particolare lo sviluppo di device supportati dall’intelligenza artificiale, utili anche a migliorare l’aderenza terapeutica nei pet.
La terza è quella che definisce “salute interconnessa”, ovvero l’approccio One Health: in una filiera dove salute umana, animale e ambientale sono strettamente legate, Boehringer Ingelheim punta a essere “un connettore all’interno di questo ecosistema”.
Le novità annunciate per il prossimo anno si inseriscono in un piano di investimenti in innovazione che riguarda sia i prodotti sia i servizi. Ferraro parla di “sorprese già nel 2027”, senza però anticiparne i contenuti.
Accanto all’innovazione c’è la collaborazione. Nessun player del settore, osserva Ferraro, può fare molta strada da solo. Per questo l’azienda punta a coinvolgere istituzioni, mondo della ricerca e altre imprese per costruire una visione condivisa sul futuro della salute animale.
A tenere insieme i due piani è l’affidabilità. I clienti cercano partner solidi, capaci di garantire qualità, continuità e rigore scientifico. È un tratto che Boehringer Ingelheim rivendica come parte della propria identità e su cui intende continuare a investire.
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