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06 Febbraio 2026

Malattie infettive veterinarie: il mercato globale va verso i 4,3 miliardi di dollari entro il 2032

Il mercato è spinto dall'attenzione crescente alla prevenzione delle zoonosi, dal fenomeno della "umanizzazione" degli animali da compagnia e dallo slancio One Health


Malattie infettive veterinarie: il mercato globale va verso i 4,3 miliardi di dollari entro il 2032

Secondo dati del Veterinary Infectious Disease Diagnostics Market, il solo mercato legato alle malattie infettive veterinarie genererà circa 2,62 miliardi di dollari nel 2026, in crescita dai 2,42 miliardi del 2025, e si prevede raggiungerà i 4,33 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell'8,65%.

Il settore della diagnostica veterinaria delle malattie infettive, un tempo considerato secondario rispetto all'intervento farmacologico, è diventato oggi un driver primario del fatturato del comparto sanità. Con lo slancio dell'iniziativa "One Health", la capacità di identificare rapidamente i patogeni negli animali è diventata una pietra angolare sia del benessere animale che della salute pubblica. Il 75% delle malattie infettive emergenti ha origine negli animali, rendendo l’identificazione precoce di patogeni come rabbia, leptospirosi e influenza aviaria una linea di difesa prioritaria.

I proprietari di animali inoltre stanno diventando sempre più informati in tema di salute animale, con una crescente domanda di diagnosi precise e basate su dati, rispetto ad approcci attendisti di tipo "wait-and-see". Questo fenomeno è supportato dalla penetrazione crescente delle assicurazioni veterinarie, che rendono economicamente accessibili indagini diagnostiche più approfondite.
Nel settore degli animali da produzione, la biosicurezza rappresenta un driver altrettanto potente cpn l'adozione di piattaforme molecolari direttamente negli allevamenti.

In Europa il solo mercato della medicina veterinaria legato alle malattie infettive nel 2025 è stato valutato pari a quasi 652 milioni di dollari (pari a più di 552 milioni di Euro) con l’Italia che detiene il 15,3% della quota. Si prevede che il mercato della diagnostica veterinaria delle malattie infettive in Europa crescerà da 0,68 miliardi di dollari nel 2025 a 1,45 miliardi di dollari entro il 2035, registrando un CAGR del 7,9%.

In termini di classificazione dei prodotti, il panorama sta cambiando da test tradizionali basati in laboratorio verso soluzioni decentralizzate. Il mercato legato ai test ELISA e alla diagnostica molecolare, con uno spostamento dai laboratori di riferimento verso setting point-of-care (POC), permettono ai veterinari di identificare DNA virale e batterico in meno di 20 minuti e si dimostrano i mercati in più ampia crescita. 
Inoltre, il settore legato all’intelligenza artificiale e alla diagnostica wireless, grazie alla capacità di condivisione in tempo reale di dati tra cliniche e laboratori di riferimento, sarà un punto di avanzamento tecnologico di grande impatto e rappresenterà una fetta di mercato in grande esoansione.

Per quanto riguarda le applicazioni pratiche, gli animali da compagnia rappresentano attualmente la quota maggiore, sebbene il segmento degli allevamenti si stia espandendo rapidamente per evitare l'impatto economico delle malattie transfrontaliere.

Il mercato è caratterizzato da un mix di leader globali: i principali player che attualmente plasmano il settore includono IDEXX Laboratories, Zoetis Services LL, Heska Corporation, ora parte di Mars Science & Diagnostics, Thermo Fisher Scientific e Qiagen.

Per i veterinari, questa trasformazione del mercato diagnostico si traduce in opportunità e sfide concrete. L'accesso a tecnologie POC sempre più sofisticate permette anche a cliniche di piccole dimensioni o in aree remote di offrire servizi un tempo disponibili solo presso centri specializzati.

Tuttavia, questa abbondanza di dati richiede anche nuove competenze interpretative. I veterinari devono sviluppare le conoscenze necessarie per poter selezionare i test giusti, interpretarne i risultati e fornire i corretti piani terapeutici.

L'evoluzione verso modelli predittivi richiede inoltre un ripensamento del rapporto con i clienti: da consulenze focalizzate su episodi acuti verso relazioni basate su monitoraggio continuo e proattivo della salute e gestione del rischio infettivo.

La convergenza tra diagnostica veterinaria e One Health sottolinea infine la responsabilità crescente della professione veterinaria nella sorveglianza delle zoonosi e nella protezione della salute pubblica, elevando ulteriormente il profilo e il valore sociale della medicina veterinaria.

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