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07 Ottobre 2026

CCNL Area Sanità, firmata pre-intesa. Cosa cambia per i dirigenti veterinari del SSN

Siglata il 7 ottobre all’ARAN l’ipotesi di contratto 2025-2027 per circa 137mila dirigenti del SSN: aumento medio di 560 euro lordi al mese, incarico dall’assunzione e ferie piene per i neoassunti

di Redazione Vet33


CCNL Area Sanità, firmata pre-intesa. Cosa cambia per i dirigenti veterinari del SSN

Un incarico per ogni dirigente fin dal primo giorno di servizio e un aumento medio a regime di 560 euro lordi mensili per 13 mensilità. Sono i due pilastri dell’ipotesi di CCNL 2025-2027 dell’Area Sanità, firmata il 7 ottobre all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) da tutte le organizzazioni sindacali. L’Area comprende anche la dirigenza veterinaria del Servizio sanitario nazionale. L’accordo riguarda circa 137mila dirigenti, ma non è ancora operativo: prima della firma definitiva deve superare le verifiche di legge. L’entrata in vigore, con aumenti e arretrati, è attesa a inizio 2027.

Quando entra in vigore il nuovo contratto della dirigenza sanitaria

Quella siglata all’ARAN è un’ipotesi di contratto. Il testo deve ora completare l’iter di controllo previsto dalla normativa, e solo dopo arriverà la sottoscrizione definitiva. Secondo le indicazioni fornite, il nuovo CCNL dovrebbe diventare operativo all’inizio del 2027. Nello stesso momento partiranno l’erogazione degli incrementi e il pagamento degli arretrati.

La platea è di circa 137mila dirigenti: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Il rinnovo tocca quindi anche i veterinari dei Dipartimenti di prevenzione e delle altre strutture del SSN inquadrati nella dirigenza dell’Area Sanità.

Aumenti e arretrati: quanto vale il rinnovo

L’ARAN indica un incremento medio complessivo a regime di 560 euro lordi mensili, così composto:
● 393 euro dal rinnovo contrattuale vero e proprio;

● 167 euro da risorse aggiuntive stanziate per legge, da attribuire a livello locale.

La voce tabellare cresce di 240 euro lordi al mese. Il resto arriva dalle componenti accessorie legate agli incarichi, che vanno da circa 3.500 euro lordi annui per gli incarichi professionali iniziali fino a 23.200 euro lordi annui per i direttori di struttura complessa.

Le organizzazioni sindacali leggono le cifre in modo leggermente diverso. Secondo i sindacati, l’incremento contrattuale medio si attesta intorno ai 500 euro lordi mensili, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già incassata. Si arriva a 560 euro sommando le risorse di legge. Per gli arretrati la stima è di 5-6mila euro netti, anche in questo caso dedotta l’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.

Incarichi e progressioni: cosa cambia per neoassunti e direttori

La novità più strutturale riguarda il sistema degli incarichi. Il contratto fissa il principio che ogni dirigente debba averne uno, compresi i neoassunti, per i quali l’incarico può essere conferito già all’assunzione senza attendere la fine del periodo di prova. L’obiettivo dichiarato è legare in modo più stretto responsabilità, percorso professionale e trattamento economico.

Le progressioni economiche si articolano in fasce riconosciute dopo 3 e dopo 10 anni di attività. Per il calcolo del servizio utile al conferimento degli incarichi contano anche, alle condizioni previste dal contratto, alcune esperienze esterne:
● strutture private accreditate;
● funzioni dirigenziali all’estero;
● Sanità militare;
● attività come specialista ambulatoriale interno poi transitato nella dirigenza.

Per accedere alle selezioni da direttore di struttura complessa viene precisato il requisito dirigenziale richiesto. Sulla cosiddetta clinicizzazione, il direttore di struttura complessa che perde l’incarico avrà diritto a una posizione equivalente.

Ferie, orario e pronta disponibilità: le nuove regole

Cade la distinzione per i dirigenti con meno di tre anni di servizio: anche i neoassunti avranno lo stesso numero di giorni di ferie dei colleghi. Cambia anche il calcolo dell’indennità per le ferie. Vi entra il 30% delle indennità festive e notturne percepite nell’anno precedente, per evitare che andare in ferie si traduca in una perdita economica.

Sull’orario, il recupero delle ore eccedenti diventa più agevole: si potrà fare anche a giornate intere e nel corso dell’anno, con una programmazione pensata per evitare accumuli senza limite. Resta la differenza tra le ore in più necessarie all’attività ordinaria e le prestazioni aggiuntive richieste dall’azienda per obiettivi ulteriori.

La pronta disponibilità viene raccordata con l’attività effettivamente svolta e con il diritto al riposo, e il suo utilizzo potrà essere esteso ai servizi territoriali. Questo passaggio interessa da vicino anche l’organizzazione dei servizi veterinari sul territorio. È prevista inoltre una riorganizzazione di guardie e reperibilità, motivata con la sicurezza clinica e operativa.

Per il lavoro notturno il testo introduce due possibilità: esonerare dai turni di notte i dirigenti con più di 62 anni oppure negoziare un riconoscimento economico più alto per notti e festivi.

Tutele per patologie gravi, aggressioni e ferie solidali

I dirigenti con patologie oncologiche, invalidanti o croniche avranno, nei casi previsti dalla legge, 10 ore annue aggiuntive di permesso per visite, esami e cure. La stessa tutela vale per il genitore di un figlio minorenne nelle condizioni indicate dalla normativa.

Si allarga anche il ricorso a ferie e riposi solidali. Potranno servire per l’assistenza a familiari in gravi condizioni, per particolari necessità personali o familiari e per le conseguenze di aggressioni subite sul lavoro. Più in generale, il contratto rafforza le tutele per i dirigenti vittime di aggressioni.

Liste d’attesa e libera professione: fiscalità e tariffe

Sul fronte delle liste d’attesa, secondo le organizzazioni sindacali la tassazione agevolata al 15% sulle prestazioni aggiuntive si estende anche all’attività svolta fuori dalla struttura di appartenenza, nell’ambito delle misure per ridurre i tempi di attesa. Cambia inoltre il criterio per le tariffe della libera professione: si parte dall’onorario del professionista e si aggiungono spese e oneri accessori.

Intelligenza artificiale e relazioni sindacali: le novità del testo

Per la prima volta il contratto della dirigenza sanitaria contiene regole sull’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nel rapporto di lavoro. Interviene anche sul lavoro agile e prevede un coinvolgimento più ampio dei sindacati nelle trasformazioni organizzative legate alle nuove tecnologie.

Cambiano anche le relazioni sindacali:
● le Regioni saranno obbligate, e non più solo autorizzate, a emanare linee generali di indirizzo nelle materie di competenza;
● la documentazione andrà trasmessa ai sindacati almeno cinque giorni lavorativi prima del confronto;
● alcune materie passano dall’Organismo paritetico per l’innovazione al confronto aziendale;
● la contrattazione integrativa dovrà partire entro 90 giorni dalla firma definitiva.

TAG: ARAN, CCNL, DIRIGENTI

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