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25 Settembre 2026

Screwworm, Usa riaprono il confine ai bovini messicani

Gli Stati Uniti riaprono il principale valico per l'ispezione del bestiame lungo il confine con il Messico, dopo lo stop imposto per contenere la diffusione del New World Screwworm. L'ampliamento delle forniture di bovini non dovrebbe però far scendere i prezzi record della carne

di Redazione Vet33


Screwworm, Usa riaprono il confine ai bovini messicani

Gli Stati Uniti riaprono il principale valico per l'ispezione del bestiame lungo il confine con il Messico, ampliando le forniture di bovini disponibili sul mercato americano, ma senza intaccare i prezzi record della carne bovina. Lo hanno dichiarato funzionari governativi e rappresentanti del settore. Il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense (USDA) ha annunciato la scorsa settimana la ripresa degli scambi di bestiame al valico di Santa Teresa, nel New Mexico, dopo aver bloccato le importazioni dal Messico lo scorso anno nel tentativo di impedire l'ingresso del New World Screwworm (Cochliomyia hominivorax), il parassita responsabile della miasi che può decimare il bestiame se non trattato tempestivamente.

Un'infestazione rimasta contenuta

Il parassita era stato individuato in un vitello in Texas nello scorso giugno, scatenando l'allarme tra gli allevatori e sui mercati, per il timore di un'esplosione dei casi. Le infestazioni si sono però rivelate relativamente contenute, e secondo l'USDA è ora possibile ampliare in sicurezza gli scambi commerciali con il Messico, dove i casi hanno invece continuato a crescere. Il conteggio attuale registra due casi attivi negli Stati Uniti, incluso un cavallo in New Mexico, a circa 260 chilometri da Santa Teresa.

L'impatto sui prezzi della carne

Il divieto di importazione aveva contribuito a spingere i prezzi della carne macinata statunitense fino a un record di circa 7 dollari al chilo lo scorso mese, alimentando le preoccupazioni sull'accessibilità economica del cibo in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Il Presidente Donald Trump ha finora faticato a far scendere i prezzi, nonostante una serie interventi, tra cui importazioni a dazio ridotto e un'indagine sui macellatori industriali. Secondo gli esperti, la riapertura del valico non porterà a un calo immediato dei prezzi, perché servono dai cinque agli otto mesi prima che i bovini importati dal Messico siano pronti per la macellazione. Le forniture statunitensi resteranno inoltre limitate, a causa della persistente siccità che negli ultimi sette anni ha spinto gli allevatori a mantenere mandrie sempre più ridotte. 

“Non ci sarà alcun cambiamento a breve nella disponibilità di carne bovina dovuto a questi animali in transito al confine”, ha dichiarato Jeff Stolle, vicepresidente marketing di Nebraska Cattlemen, associazione di categoria del settore.

Forniture di bestiame ai minimi storici

A gennaio, gli Stati Uniti contavano 86,2 milioni di capi bovini, il livello più basso degli ultimi 75 anni. Gli allevatori hanno storicamente fatto affidamento sul bestiame messicano per integrare le forniture: secondo l'USDA, il valico di Santa Teresa ha gestito circa il 43% delle importazioni negli ultimi cinque anni. Ora, tra i 750 e i 1.600 capi al giorno dovrebbero entrare attraverso Santa Teresa, contro un picco precedente di circa 3.000 al giorno, a causa dei protocolli di trattamento imposti dall'USDA per garantire che gli animali non siano infestati, ha spiegato Jeff Witte, Segretario all'Agricoltura del New Mexico. Un mese fa, l'USDA aveva già ripreso le importazioni presso un valico più piccolo, a Douglas, in Arizona, dove sono finora transitati circa 6.500 capi.

La fiducia delle autorità nella gestione del rischio

I funzionari del New Mexico hanno dichiarato di sentirsi fiduciosi sulla sicurezza della ripresa degli scambi, grazie ai protocolli adottati ai valichi, al basso numero di casi statunitensi e alla rapida risposta dell'USDA alle infestazioni, che prevede il rilascio di mosche sterili per contrastare la diffusione delle mosche selvatiche dello screwworm. “Non è la situazione in cui pensavo ci saremmo trovati a questo punto della risposta, considerando come il parassita stava risalendo attraverso il Messico”, ha dichiarato Witte.

I funzionari del New Mexico stanno inoltre cercando di stabilire come il cavallo infestato, che non aveva viaggiato in altre zone, sia stato contagiato, ha spiegato Samantha Holeck, veterinaria di Stato. Le autorità stanno verificando se qualcuno possa aver inavvertitamente trasportato il parassita nell'area, popolare per la caccia e le escursioni a cavallo. In Texas, secondo gli esperti, la diffusione del parassita è probabilmente avvenuta tramite la fauna selvatica, sebbene l'USDA non abbia ancora confermato infestazioni negli animali selvatici, un elemento che solleva interrogativi sull'accuratezza del conteggio ufficiale dei casi. L'agenzia non ha inoltre catturato mosche selvatiche dello screwworm nelle trappole installate.

I casi nella fauna selvatica potrebbero essere difficili da individuare, perché i piccoli mammiferi tendono a nascondersi quando si ammalano e poi muoiono, ha spiegato Thomas Lansford, veterinario di Stato aggiunto del Texas. Il fatto che le trappole non catturino mosche selvatiche è comunque un segnale positivo, ha aggiunto: “Significa che quella popolazione, se ancora presente, è molto, molto bassa nell'ambiente”.

L'USDA ha fatto sapere che valuterà come prossimo passo la riapertura di un ulteriore valico, a Columbus, sempre in New Mexico.

TAG: COCHLIOMYIA HOMINIVORAX, MESSICO, NEW WORLD SCREWWORM, STATI UNITI

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