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03 Giugno 2026

Vongola adriatica, sequenziato per la prima volta il genoma cromosomico

Per la prima volta il genoma di Chamelea gallina è stato ricostruito a livello cromosomico: 19 cromosomi e migliaia di geni identificati. Lo studio UniPd-Izsam apre prospettive per l’adattamento climatico, l’esposizione a microplastiche e la gestione delle risorse ittiche

di Redazione Vet33


Vongola adriatica, sequenziato per la prima volta il genoma cromosomico

Il genoma completo della vongola adriatica Chamelea gallina è stato ricostruito per la prima volta a livello cromosomico, organizzato nei suoi 19 cromosomi, con migliaia di geni identificati. Lo studio, frutto della collaborazione tra l’Università di Padova e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam), è pubblicato su Scientific Data del gruppo editoriale Nature. Il risultato è stato ottenuto nell’ambito del progetto PLASTICVONG del Ministero della Salute e con fondi dell’European Reference Genome Atlas – Biodiversity Genomics Europe (ERGA-BGE).

Perché il genoma cromosomico è un salto di qualità

Fino ad oggi le informazioni genetiche disponibili per Chamelea gallina erano molto limitate, ostacolando la comprensione dei meccanismi biologici che regolano la risposta agli stress ambientali, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la variabilità tra popolazioni. Il nuovo genoma di riferimento a livello cromosomico, ottenuto integrando diverse tecnologie di sequenziamento, offre una descrizione molto più completa e affidabile rispetto alle risorse precedentemente disponibili.

“Disporre di un genoma di riferimento a livello cromosomico significa avere uno strumento molto più preciso per studiare questa specie”, ha spiegato Federica Di Giacinto dell’Izsam. “Non solo per comprenderne meglio la biologia, ma anche per analizzare come risponde ai cambiamenti ambientali e agli xenobiotici a cui è esposta”.

Il progetto PLASTICVONG e le microplastiche

Il contributo dell’Izsam si inserisce nel progetto PLASTICVONG, che studia l’esposizione di Chamelea gallina a micro-nanoplastiche e bisfenolo A associate al consumo della specie, e gli effetti immunologici, epigenetici e metabolici nelle vongole esposte a concentrazioni ambientali di questi inquinanti. La vongola è considerata una specie indicatrice capace di accumulare gli inquinanti presenti nell’ambiente circostante, rendendola un modello rilevante per il monitoraggio della qualità delle acque costiere.

Applicazioni per la gestione delle risorse ittiche

Negli ultimi anni, eventi di mortalità e riduzione dei banchi naturali di Chamelea gallina sono stati associati a variazioni di temperatura, carenza di ossigeno e inquinamento. Il nuovo genoma potrà supportare lo sviluppo di strumenti per il monitoraggio delle popolazioni, con ricadute dirette sulla gestione sostenibile della risorsa alieutica. 

“Queste informazioni genetiche permettono di sviluppare strumenti utili per il monitoraggio delle popolazioni, con ricadute concrete sulla gestione sostenibile della risorsa alieutica, potenziando il ruolo dell’Istituto come ente scientifico di riferimento dei Consorzi di Gestione Vongole regionali”, ha aggiunto Di Giacinto.

CITATI: FEDERICA DI GIACINTO
TAG: BIVALVI, GENOMICA, INQUINAMENTO, IZS DELL’ABRUZZO E DEL MOLISE, MICROPLASTICHE, PLASTICVONG, SICUREZZA ALIMENTARE, UNIVERSITà DEGLI STUDI DI PADOVA, VONGOLE

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