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30 Aprile 2026Il Commissario europeo per la salute e il benessere degli animali ha valutato la situazione italiana in audizione alle commissioni riunite di Senato e Camera: progressi sulla strategia di eliminazione della Psa, ma tre focolai di influenza aviaria nel 2025 rendono necessaria una quarantena indoor più rigorosa nei periodi a rischio

“La salute animale mostra dei progressi in Italia ma anche delle sfide che sono da risolvere”. Con questa premessa, il Commissario europeo per la salute e il benessere degli animali Olivér Várhelyi ha illustrato la valutazione dell’Unione Europea sull’Italia in audizione alle commissioni riunite di Senato e Camera. Il giudizio è differenziato: sulla Peste Suina Africana (Psa), i risultati della strategia italiana per l’eliminazione sono riconosciuti come positivi, ma lo sforzo deve continuare fino alla completa eradicazione. Sull’influenza aviaria, il tono è più critico: tre focolai nel corso del 2025 e rischi stagionali ricorrenti. Il messaggio è diretto: “non possono esserci focolai così frequenti”. La quarantena indoor nei periodi a rischio è definita “fondamentale” per certe specie avicole. Sul fronte delle soluzioni, Várhelyi annuncia che la Commissione sta lavorando per ridurre le barriere commerciali che ostacolano le vaccinazioni preventive contro l’aviaria.
Sulla Psa, il Commissario Várhelyi riconosce i progressi della strategia italiana: “Per quanto riguarda la febbre suina africana abbiamo riconosciuto dei risultati positivi dalla strategia per l’eliminazione di questa zoonosi”. Un apprezzamento che si inserisce nel quadro delle recenti revisioni delle zone di restrizione, con la revoca delle restrizioni in province come Milano, Varese, Vercelli e Novara, ma che non chiude il capitolo. “Malgrado ciò è necessario uno sforzo per liberarsi completamente da questa zoonosi in Italia”. Il messaggio è chiaro: i progressi ci sono, ma la strada verso l’eradicazione richiede continuità.
Sul tema dell’influenza aviaria, la valutazione è più critica. “Il Paese continua ad affrontare dei rischi stagionali a causa dell’aviaria”. Il dato citato – tre focolai distinti nel corso del 2025 – è presentato come un livello di frequenza inaccettabile.
La misura indicata come fondamentale è la quarantena indoor nei periodi a rischio, “in particolare per certe specie avicole”. Una raccomandazione operativa diretta al sistema di biosicurezza degli allevamenti italiani, con implicazioni concrete per i Servizi Veterinari e gli operatori del settore avicolo.
Várhelyi ha annunciato un impegno diretto della Commissione europea su un nodo che condiziona l’efficacia della risposta all’aviaria: “La Commissione sta facendo del proprio meglio per ridurre le barriere commerciali nelle vaccinazioni preventive”.
Le restrizioni commerciali che i Paesi importatori applicano alle carni provenienti da territori vaccinati rappresentano uno degli ostacoli principali all’adozione di strategie vaccinali preventive su larga scala. La disponibilità a lavorare su questo fronte a livello Ue è un segnale rilevante per il settore avicolo italiano.
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