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Animali acquatici

22 Aprile 2026

Cocaina e metaboliti nelle acque dolci alterano il comportamento del salmone atlantico. Primo studio in natura ne dimostra l'effetto

Uno studio pubblicato su Current Biology dimostra per la prima volta in un ecosistema naturale che la benzoilecgonina, principale metabolita della cocaina rilevato nelle acque reflue, altera il comportamento del salmone atlantico, spingendolo a nuotare fino a 1,9 volte più lontano a settimana

di Redazione Vet33


Cocaina e metaboliti nelle acque dolci alterano il comportamento del salmone atlantico. Primo studio in natura ne dimostra l'effetto

Centocinque salmoni atlantici (Salmo salar) con dispositivi a lento rilascio impiantati chirurgicamente e otto settimane di monitoraggio con telemetria acustica. Il risultato: i pesci esposti alla benzoilecgonina, il principale metabolita della cocaina comunemente rilevato nelle acque reflue, hanno nuotato fino a 1,9 volte più lontano a settimana rispetto al gruppo di controllo, disperdendosi fino a circa 32 chilometri dal punto di rilascio. È il primo studio a dimostrare in un ecosistema naturale, e non in laboratorio, che l’inquinamento da cocaina altera il comportamento dei pesci. La ricerca, pubblicata su Current Biology da un team coordinato da Griffith University, Swedish University of Agricultural Sciences, Zoological Society of London e Max Planck Institute of Animal Behaviour, evidenzia anche un dato metodologicamente rilevante: l’effetto più marcato non è stato prodotto dalla cocaina stessa, ma dal suo metabolita, una sostanza solitamente trascurata nelle valutazioni del rischio ambientale.

Il disegno sperimentale: lo studio in natura

Le ricerche precedenti sugli effetti della cocaina sulla fauna acquatica erano limitate agli ambienti controllati di laboratorio. Il nuovo studio ha superato questo limite portando la sperimentazione in un ecosistema naturale, il lago Vättern (in Svezia), con condizioni ambientali reali e complesse.

I 105 giovani salmoni atlantici coinvolti sono stati suddivisi in tre gruppi: controllo, esposti alla cocaina e esposti alla benzoilecgonina. L’esposizione è avvenuta attraverso piccoli dispositivi a lento rilascio impiantati chirurgicamente, che hanno garantito un’esposizione continua e controllata per tutta la durata dello studio. I movimenti dei pesci sono stati monitorati per otto settimane tramite telemetria acustica.

I risultati: è il metabolita a fare la differenza

I pesci esposti alla benzoilecgonina hanno nuotato fino a 1,9 volte più lontano a settimana rispetto al gruppo di controllo, disperdendosi a circa 32 chilometri dal punto di rilascio al termine dell’esperimento, ovvero 12,3 chilometri più lontano rispetto ai pesci non esposti. I cambiamenti comportamentali sono diventati più evidenti nel tempo, suggerendo un effetto cumulativo dell’esposizione.

Il dato più rilevante dal punto di vista scientifico e metodologico è che l’effetto più marcato non è stato prodotto dalla cocaina, ma dal suo metabolita. La benzoilecgonina è il composto più comunemente rilevato nelle acque reflue – più frequente della cocaina stessa nei corsi d’acqua – eppure le valutazioni del rischio ambientale si concentrano tipicamente sul composto principale. Questo studio suggerisce che tale approccio potrebbe sistematicamente sottostimare gli effetti biologici dell’inquinamento farmacologico.

Le implicazioni ecologiche

“La posizione dei pesci determina cosa mangiano, chi li mangia e come sono strutturate le popolazioni”, ha dichiarato il co-autore Marcus Michelangeli della Griffith University. “Se l’inquinamento sta alterando questi schemi, ha il potenziale di influenzare gli ecosistemi in modi che solo ora stiamo iniziando a comprendere”.

Una maggiore dispersione spaziale dei salmoni può alterare le reti trofiche locali, modificare la pressione predatoria su specifiche aree del lago e cambiare la struttura demografica delle popolazioni. Si tratta di effetti difficilmente quantificabili nel breve periodo, ma potenzialmente significativi su scala ecosistemica.

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà determinare quanto siano diffusi questi effetti, identificare quali specie siano maggiormente a rischio e verificare se le alterazioni comportamentali si traducano in cambiamenti nella sopravvivenza e nella riproduzione.

Farmaci e droghe nelle acque dolci europee

La cocaina e i suoi metaboliti sono rilevati con crescente frequenza nei fiumi e nei laghi di tutto il mondo, incluse le acque europee, attraverso i sistemi di trattamento delle acque reflue. Non sono gli unici: farmaci di sintesi, ormoni, antibiotici e sostanze psicoattive entrano regolarmente nel ciclo idrico. La wastewater-based epidemiology intercetta queste sostanze come proxy del consumo umano, ma la valutazione degli effetti biologici sulla fauna acquatica resta un campo di ricerca ancora aperto. I ricercatori hanno precisato che i risultati non indicano alcun rischio per le persone che consumano pesce.

CITATI: MARCUS MICHELANGELI
TAG: ACQUE REFLUE, COCAINA, COMPORTAMENTO, ECOSISTEMA MARINO, FARMACI, INQUINAMENTO, SALMONE ATLANTICO

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