Animali da Compagnia
27 Marzo 2026Respinta a Perugia la proposta di un ospedale veterinario comunale gratuito H24. La maggioranza evidenzia criticità su costi, equità e priorità della spesa pubblica

Il Comune di Perugia ha respinto la proposta di istituire un ospedale veterinario pubblico gratuito H24, ritenendola non sostenibile sotto il profilo economico e organizzativo. Il dibattito ha evidenziato altre priorità di spesa e temi come l’equità e modelli alternativi di assistenza veterinaria.
La IV Commissione consiliare del Comune di Perugia, a maggioranza, ha bocciato la proposta di realizzare un ospedale veterinario comunale gratuito H24. Il progetto, presentato dalla consigliera Margherita Scoccia, puntava a garantire cure gratuite per animali d’affezione, randagi e casi di emergenza, con particolare attenzione alle fasce economicamente fragili.
La maggioranza di centrosinistra ha riconosciuto il valore sociale dell’iniziativa, ma ha evidenziato criticità rilevanti. Tra queste, il tema centrale è quello delle risorse pubbliche.
Secondo la consigliera Francesca Pasquino (PD), destinare fondi consistenti alla sanità veterinaria in un contesto di difficoltà del sistema sanitario umano solleva problemi di priorità e sostenibilità.
“In un momento di sofferenza per il sistema sanitario regionale ‘umano’, quella in esame non può essere la priorità, specie alla luce della ‘gratuità universale’ prospettata. Il servizio finirebbe per essere destinato a tutti e non solo alle famiglie in difficoltà o sofferenza, con problemi in termini di equità” ha commentato Pasquino.
Un punto critico della proposta riguarda il modello di accesso, una gratuità estesa, non limitata alle fasce più deboli, con possibili criticità sul piano dell’equità. Secondo la maggioranza, interventi mirati – ad esempio basati sull’Isee – sarebbero più coerenti con un utilizzo efficiente delle risorse.
“Se vogliamo garantire cure veterinarie a chi non può pagarle, e questa è una cosa buona, ci sono modi più semplici ed economici: ad esempio, fondi di aiuto per chi ha Isee basso, accordi con cliniche private, o rafforzare i servizi Asl che ci sono già per gli animali randagi e nei canili. Modi che aiutano chi ha bisogno, senza spendere troppi soldi pubblici e senza creare false speranze di cure gratuite per tutti” ha aggiunto Pasquino.
Dubbi anche sul modello economico, che prevedeva il contributo di fondazioni e sponsor privati. La dipendenza da risorse non garantite è stata considerata un elemento di rischio: in caso di mancati finanziamenti, il Comune dovrebbe sostenere integralmente i costi o interrompere il servizio.
“Se spendiamo molti soldi pubblici per la sanità veterinaria gratis, mentre quella per le persone è già in difficoltà, è una scelta difficile da spiegare alla gente” ha continuato Pasquino.
Tra le alternative indicate, la maggioranza propone di valorizzare e potenziare le strutture già operative sul territorio. In particolare, l’Ospedale veterinario dell’Università di Perugia, i servizi delle Asl per randagismo e sanità animale ed eventuali convenzioni con strutture private.
CITATI: FRANCESCA PASQUINO, MARGHERITA SCOCCIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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