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23 Marzo 2026

Disturbi alimentari, pet therapy per bambini e ragazzi al Fatebenefratelli di Milano

Purina sostiene un progetto di Interventi Assistiti con Animali per bambini e adolescenti con disturbi alimentari ricoverati a Milano. In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con Dca, in crescita anche tra i più giovani

di Redazione Vet33


Disturbi alimentari, pet therapy per bambini e ragazzi al Fatebenefratelli di Milano

Un progetto di pet therapy dedicato a bambini e adolescenti con disturbi del comportamento alimentare (Dca) è attivo presso la Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, grazie alla collaborazione tra Purina e Frida’s Friends. L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente incidenza dei Dca in età evolutiva e affianca gli interventi clinici con attività strutturate basate sulla relazione con gli animali.

Dca in Italia: numeri in crescita

In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con disturbi del comportamento alimentare. Negli ultimi anni si registra un aumento significativo dei casi, con un incremento fino al 60% in età evolutiva dopo la pandemia.

Parallelamente si osserva un abbassamento dell’età di esordio, con segnalazioni cliniche che riguardano anche bambini di 8–9 anni ricoverati per forme gravi.

In questo scenario, accanto ai trattamenti farmacologici e psicoterapeutici, cresce l’attenzione verso interventi di supporto relazionale ed emotivo.

Il progetto di pet therapy al Fatebenefratelli

Il progetto sostenuto da Purina insieme alla onlus Frida’s Friends è attivo da circa un anno presso la Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli. Gli interventi si inseriscono nei percorsi di cura di bambini e adolescenti ricoverati nel reparto dedicato ai Dca, dove la durata media della degenza è di 3-4 mesi.

Le attività si svolgono in uno spazio dedicato, la “stanza lilla”, dove gli incontri con gli animali diventano parte integrante dell’esperienza quotidiana dei pazienti durante il ricovero. Gli Interventi Assistiti con gli Animali (Iaa) non si configurano come attività episodiche, ma come un percorso continuativo integrato nel lavoro clinico, con una vera e propria valenza educativa. 

Le sessioni si svolgono in piccoli gruppi che, per tutta la durata della degenza, incontrano regolarmente operatori e coadiutori insieme ai pet. L’obiettivo è lavorare su autostima, dinamiche relazionali, fiducia in sé stessi e negli altri.

Le attività alternano laboratori (es. lavori manuali, attività creative) e momenti più liberi di confronto e condivisione, adattandosi alle condizioni emotive dei pazienti. Il confronto con l’équipe clinica è costante: ogni mese viene condivisa una relazione sull’andamento del gruppo con lo psicologo di riferimento.

Il ruolo del pet come mediatore relazionale

All’interno del progetto, il pet assume una funzione di mediazione nelle relazioni. Può essere protagonista dell’interazione oppure restare in secondo piano, facilitando la comunicazione tra i pazienti.

L’approccio è flessibile: in alcune giornate prevalgono attività strutturate, in altre emerge la necessità di rallentare, ascoltare musica, condividere o semplicemente prendersi cura dell’animale.

Perché i gatti sono più utilizzati 

La scelta dell’animale è parte integrante del progetto educativo. Sebbene siano coinvolti sia cani sia gatti, nel reparto Dca prevale l’impiego dei gatti (circa il 70% degli incontri).

La loro indole più discreta favorisce interazioni meno invasive, facilitando l’emergere della relazione in un contesto emotivamente delicato.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento importante dei disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva e a un progressivo abbassamento dell’età di esordio: oggi, purtroppo, non è raro vedere in reparto bambine di 8-9 anni ricoverate per anoressia” afferma il professor Luca Bernardo, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Infanzia, dell’Età Evolutiva e della Medicina di Genere dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. “Si tratta di patologie complesse, in cui alla sofferenza fisica si affianca una profonda fragilità psicologica e relazionale. Per questo è fondamentale affiancare alle terapie mediche e psicologiche interventi che aiutino bambini e ragazzi a ritrovare fiducia, a rimettersi in relazione con gli altri e con sé stessi.”

L’esperienza operativa degli Iaa nel reparto

“Nel reparto Dca le dinamiche sono completamente diverse rispetto agli Iaa in pediatria: non si tratta solo del supporto di un pet per la giornata, ma di costruire, nel tempo, un vero lavoro di gruppo” spiega Mario Colombo, presidente di Frida’s Friends. “I piccoli gruppi ci permettono di lavorare su autostima, relazioni e fiducia reciproca. A volte proponiamo laboratori creativi o attività manuali, altre volte capiamo che è il momento di fermarsi, mettere una musica di sottofondo e lasciare che bambini e ragazzi parlino tra loro, con il cane o il gatto che diventa un facilitatore silenzioso.”

Il progetto si inserisce nell’impegno più ampio di Purina a favore delle persone in condizioni di fragilità.

“In Purina crediamo profondamente nel valore della relazione tra persone e pet, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità” commenta Fabio Degli Esposti, Amministratore Delegato di Purina Italia e Direttore Regionale di Purina Sud Europa. “Sostenere un progetto come questo significa essere concretamente accanto a bambini e ragazzi che stanno affrontando una malattia difficile, fatta di ricoveri lunghi, paure e fatiche quotidiane. Il coinvolgimento dei pet è parte essenziale di questo impegno: la loro presenza aiuta a creare un clima più sereno e accogliente, favorendo momenti di relazione autentica nei percorsi di cura”.

Gli Iaa sono regolamentati in Italia dal 2015, con linee guida nazionali che definiscono standard operativi e figure professionali coinvolte, a tutela dei pazienti e del benessere animale.

CITATI: FABIO DEGLI ESPOSITI, LUCA BERNARDO, MARIO COLOMBO
TAG: ANORESSIA, DCA, DISTURBI ALIMENTARI, FRIDA'S FRIENDS, GATTI, IAA, OSPEDALE FATEBENEFRATELLI, PET THERAPY, PURINA

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