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Alimentazione

19 Marzo 2026

Epatite A in Campania. Salgono i casi, più controlli sui molluschi

La Regione Campania rafforza i controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi e la sorveglianza epidemiologica. Coinvolti ASL, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e rete tecnico-scientifica per contenere il rischio alimentare

di Redazione Vet33


Epatite A in Campania. Salgono i casi, più controlli sui molluschi

In Campania salgono a 133 i casi di epatite A dall’inizio dell’anno, spingendo la Regione a rafforzare i controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi e le attività di prevenzione. L’incremento dei contagi, legati anche al rischio alimentare, ha attivato un coordinamento tra i Dipartimenti di prevenzione, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica regionale.

Boom di epatite A in Campania

Aumentano i casi di epatite A in Campania: al 18 marzo si registrano 133 casi complessivi, un dato che ha portato la Regione ad adottare ulteriori misure di controllo e prevenzione.

Secondo quanto comunicato, l’incremento “richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell'informazione ai cittadini”.

Le attività coinvolgono i Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l’Izs del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica della Direzione generale per la Tutela della salute – Settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria.

Filiera dei molluschi bivalvi sotto osservazione

Il rafforzamento dei controlli riguarda in particolare la filiera dei molluschi bivalvi, considerati un possibile veicolo di trasmissione del virus. Cozze, vongole e ostriche, infatti, possono accumulare particelle virali filtrando acque contaminate. Il consumo crudo o poco cotto rappresenta quindi un fattore di rischio rilevante.

Le misure puntano a garantire maggiore sicurezza lungo tutta la catena, dalla produzione alla commercializzazione. 

Come si trasmette il virus dell’epatite A

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, ma anche per contatto stretto con persone infette. Un elemento critico è la contagiosità precoce: il virus può essere presente nelle feci 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi.

Il periodo di incubazione varia generalmente tra 15 e 50 giorni. I sintomi più comuni includono febbre, malessere generale, nausea, dolori addominali, urine scure, ittero.

Nei bambini, l’infezione può decorrere anche in forma asintomatica, contribuendo alla diffusione non rilevata del virus.

Rischio alimentare e consigli per la prevenzione

Oltre ai molluschi bivalvi, altri alimenti possono rappresentare un veicolo di trasmissione. Occorre prestare attenzione a acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco.

Nella trasmissione alimentare, il rischio è associato in particolare al consumo di prodotti crudi o non adeguatamente trattati.

TAG: CAMPANIA, EPATITE A, IZS DEL MEZZOGIORNO, MOLLUSCHI, SICUREZZA ALIMENTARE, VIRUS HAV

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