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Influenza aviaria

04 Marzo 2026

Influenza aviaria H5N1, primi casi negli elefanti marini della California

Sette cuccioli sono risultati positivi nel parco di Año Nuevo e circa trenta animali sono morti. Spiagge chiuse e sorveglianza rafforzata nella colonia di 5.000 esemplari

di Redazione Vet33


Influenza aviaria H5N1, primi casi negli elefanti marini della California

Per la prima volta in California sono stati confermati casi di influenza aviaria altamente patogena H5N1 negli elefanti marini settentrionali. Sette cuccioli svezzati sono risultati positivi nel parco statale di Año Nuevo, a nord di Santa Cruz, dove circa trenta animali sono morti nelle ultime settimane, secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

Il focolaio nel parco di Año Nuevo

Il focolaio è stato individuato in una delle colonie di elefanti marini più monitorate al mondo, con circa 5.000 esemplari presenti nella stagione riproduttiva e circa 900 cuccioli svezzati all’inizio dell’evento.

I primi segnali sono stati osservati a partire dal 19 febbraio, quando i ricercatori hanno registrato sintomi neurologici e respiratori anomali in alcuni animali, tra cui tremori, convulsioni, debolezza muscolare e difficoltà respiratorie. Le analisi di laboratorio hanno successivamente confermato la presenza del virus H5N1.

La colonia di Año Nuevo è monitorata per circa 260 giorni all’anno da ricercatori dell’Università della California a Santa Cruz, dell’Università della California a Davis e dal California State Parks. Il sistema di sorveglianza continuativa ha permesso di individuare rapidamente i primi casi e di avviare le misure di gestione del focolaio.

Per precauzione, il parco è stato chiuso al pubblico e le visite guidate sono state sospese. Le autorità raccomandano di mantenere distanza dalla fauna selvatica e di tenere i cani al guinzaglio per ridurre il rischio di esposizione.

La possibile origine del contagio 

Secondo le prime ipotesi, il virus potrebbe essere stato introdotto nella colonia attraverso uccelli marini infetti o carcasse presenti nello stesso habitat costiero. Le analisi genetiche in corso dovranno chiarire il clade virale coinvolto e verificare l’eventuale presenza di trasmissione tra mammiferi marini.

Al momento, la mortalità riguarda principalmente cuccioli giovani e un maschio adulto, mentre la maggior parte degli animali presenti nella colonia appare in buona salute.

La rilevazione del virus negli elefanti marini della California riaccende l’attenzione sui precedenti focolai registrati nell’emisfero sud. Tra il 2023 e il 2024, l’H5N1 ha causato mortalità molto elevate negli elefanti marini meridionali in Argentina e nelle isole subantartiche, con percentuali di mortalità tra i cuccioli stimate tra il 70% e il 97%.

Lo stesso clade virale ha provocato negli ultimi anni epidemie su larga scala tra uccelli selvatici, pollame e fauna marina, con decine di migliaia di leoni marini morti lungo le coste del Sud America.

Un virus sempre più diffuso tra le specie

Negli ultimi anni il virus H5N1 ha mostrato una crescente capacità di infettare diverse specie di mammiferi, tra cui volpi, orsi, felini e bovini da latte negli Stati Uniti. Sono stati registrati anche rari casi umani, generalmente associati a contatti diretti con animali infetti.

Per i ricercatori, ogni nuovo salto di specie rappresenta un elemento di attenzione epidemiologica, poiché offre al virus ulteriori opportunità di adattamento biologico. Per questo motivo la colonia di Año Nuevo è ora oggetto di monitoraggio intensivo tramite tecniche di sorveglianza ambientale e analisi epidemiologiche lungo la costa pacifica.

TAG: CALIFORNIA, ELEFANTI MARINI, H5N1

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