Alimentazione
20 Febbraio 2026Valutazione rapida congiunta su casi gastrointestinali in neonati in sette Paesi: probabilità di esposizione ridotta grazie ai richiami su larga scala, ma resta l’attenzione sui prodotti non restituiti

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno concluso una rapida valutazione del focolaio legato alla presenza di cereulide, tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus, in formule per lattanti richiamate in diversi Paesi europei. Sulla base delle più recenti evidenze epidemiologiche e microbiologiche, gli esperti ritengono attualmente bassa la probabilità di esposizione ai prodotti contaminati, grazie ai richiami su larga scala avviati da dicembre 2025. Permane tuttavia un rischio residuo qualora i lotti ritirati non vengano restituiti e restino nelle abitazioni.
Focolaio in più Paesi europei
Al 13 febbraio 2026 sette Paesi – Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Spagna e Regno Unito – avevano segnalato casi, sottoposti a indagine, di neonati con sintomi gastrointestinali dopo il consumo di prodotti a base di formula per lattanti. La maggior parte dei casi ha manifestato quadri clinici lievi, prevalentemente vomito e diarrea, ma sono stati registrati anche ricoveri per disidratazione.
Gli esperti sottolineano che la conferma dei casi può risultare complessa, poiché i sintomi sono simili a quelli delle comuni gastroenteriti virali e il test specifico per la cereulide non è routinariamente disponibile in molte strutture sanitarie.
Sono in corso indagini per individuare ulteriormente eventuali casi e valutare se i lotti richiamati o altri lotti di formula per lattanti possano essere stati il veicolo della malattia.
Origine della contaminazione
I richiami sono iniziati nel dicembre 2025, quando è stata rilevata cereulide in alcuni lotti di formule contenenti olio di acido arachidonico (ARA) fornito da un produttore cinese. A febbraio 2026 le misure sono state estese dopo la pubblicazione della valutazione Efsa sui livelli di sicurezza della tossina nei prodotti per lattanti.
Le azioni coordinate di richiamo e controllo in diversi Paesi dell’Unione europea hanno contribuito a ridurre significativamente la probabilità di esposizione, oggi ritenuta bassa. Tuttavia, la valutazione segnala la possibilità di nuovi casi qualora i prodotti contaminati non vengano eliminati o restituiti.
Impatto sulla salute: rischio da basso a moderato nei più piccoli
L’intossicazione da cereulide è generalmente associata a sintomi gastrointestinali di entità lieve. Tuttavia, i neonati – in particolare sotto i sei mesi – risultano più vulnerabili agli effetti della tossina, soprattutto per il rischio di disidratazione e squilibri elettrolitici.
Nel complesso, la valutazione rapida congiunta Efsa-Ecdc stima che l’impatto sulla salute sia compreso tra basso e moderato, in funzione dell’età e delle condizioni cliniche del bambino esposto.
Consigli per i consumatori
Le autorità raccomandano di non somministrare ai lattanti i prodotti oggetto di richiamo e di restituirli al punto vendita, seguendo le indicazioni delle autorità nazionali per la sicurezza alimentare.
È inoltre fondamentale monitorare la comparsa di sintomi gastrointestinali nei neonati e nei bambini piccoli e rivolgersi tempestivamente al medico in presenza di vomito o diarrea persistenti o gravi. L’attenzione resta elevata, mentre proseguono le indagini epidemiologiche e microbiologiche per individuare ulteriori casi e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri lotti di formula per lattanti.
TAG: CEREULIDE, ECDC, EFSA, SICUREZZA ALIMENTARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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