Api
15 Dicembre 2025Il parassita esotico delle api non è presente nell’Unione europea, ma le recenti segnalazioni ai confini orientali spingono Apimondia a rafforzare prevenzione, sorveglianza e formazione di veterinari e apicoltori

Contrastare il rischio di introduzione e diffusione dell’acaro Tropilaelaps spp. in Europa richiede un’azione tempestiva e coordinata. È l’appello lanciato da Apimondia, la Federazione Internazionale delle Associazioni Apistiche, che in una nota ufficiale invita istituzioni europee, Stati membri, servizi veterinari e settore apistico a intensificare le attività di prevenzione, sorveglianza e cooperazione. Il parassita, assente nell’Unione Europea ma già segnalato in aree limitrofe, rappresenta una minaccia concreta per la salute delle api e la sostenibilità dell’apicoltura.
Gli acari del genere Tropilaelaps sono originari di alcune regioni dell’Asia, dove parassitano specie autoctone come Apis dorsata e A. breviligula. Le specie di maggiore interesse sanitario per l’Europa sono Tropilaelaps clareae e Tropilaelaps mercedesae, entrambe capaci di infestare Apis mellifera.
Il parassita colpisce prevalentemente la covata, determinando gravi danni allo sviluppo delle colonie, riduzione della forza dell’alveare e perdita di produttività, con un impatto potenzialmente rilevante sull’intero comparto apistico.
Segnalazioni recenti indicano la presenza di Tropilaelaps spp. in Georgia e in diverse aree della Russia centro-occidentale, con notifiche non ancora confermate in Crimea e Bielorussia. Al momento, il parassita non è presente nell’Unione Europea, dove è considerato un parassita esotico delle api.
Dal punto di vista normativo, Tropilaelaps spp. rientra nel campo di applicazione del Regolamento (Ue) 2016/429 (Animal Health Law) ed è inserito tra le malattie elencate ai sensi dei Regolamenti (Ue) 2018/1629 e 2018/1882, con classificazione nelle categorie D (prevenzione dell’introduzione e diffusione) ed E (sorveglianza obbligatoria e notifica immediata).
A livello internazionale, il rischio è disciplinato anche dal Codice sanitario per gli animali terrestri della Woah, che definisce obblighi di sorveglianza e responsabilità delle Autorità veterinarie.
Con la sua nota, Apimondia punta a rafforzare la collaborazione tra comunità scientifica, settore apistico e Autorità competenti, promuovendo un approccio proattivo al rischio emergente. Tra le azioni prioritarie indicate figurano il potenziamento della sorveglianza, il supporto alla ricerca scientifica, l’armonizzazione normativa e la formazione mirata di veterinari e apicoltori.
Particolare attenzione è rivolta ai controlli alle frontiere, con l’invito ai Posti di Controllo Frontalieri (Pcf) a intensificare la vigilanza sulle importazioni da aree colpite o limitrofe e sulla movimentazione illegale di api regine, colonie, nuclei e pacchi d’api. Nei Paesi indenni, Apimondia raccomanda lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e allerta precoce, mentre nelle aree infette suggerisce strategie di gestione regolamentata per garantire il controllo a lungo termine.
La nota è stata sottoscritta da rappresentanti di primo piano della Federazione, tra cui Franco Mutinelli e Violeta Santrac, responsabili del gruppo di lavoro per le buone pratiche veterinarie e l’apicoltura, e dalla Commissione scientifica Bee Health.
In Italia, il tema è già oggetto di attenzione da parte delle Autorità sanitarie: il Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura aveva richiamato l’attenzione sul rischio Tropilaelaps già nel novembre 2024, mentre una nota del Ministero della Salute del giugno 2025 ha ribadito l’importanza di mantenere elevata la vigilanza per prevenire l’introduzione e la diffusione del parassita nel territorio dell’Unione Europea.
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