Bovini
15 Dicembre 2025Il caso nel Padovano chiarito dai medici veterinari dell’Ulss 6 Euganea: nessuna malattia infettiva, ma un’intossicazione acuta da oleandrina inalata durante la combustione di arbusti in un campo vicino all’allevamento

Settantasei bovini da ingrasso sono morti contemporaneamente e senza segni premonitori in un allevamento del Padovano. Dopo le prime indagini, i medici veterinari dell’Ulss 6 Euganea hanno escluso cause infettive e ricostruito un evento tossicologico inedito: l’inalazione del fumo prodotto dalla combustione di oleandri in un campo attiguo alla stalla. Un caso che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale.
L’episodio si è verificato in una domenica mattina, quando un allevatore ha contattato il Servizio Veterinario dell’Ulss 6 Euganea segnalando la morte improvvisa di oltre un terzo dei suoi capi (76 bovini su 205), senza sintomi clinici evidenti nelle ore precedenti.
I medici veterinari sono intervenuti immediatamente, avviando accertamenti sanitari e indagini a campione per escludere patologie infettive o epidemiche. Le verifiche hanno rapidamente escluso la presenza di malattie trasmissibili, orientando l’attenzione verso una possibile causa ambientale o tossicologica.
La svolta è arrivata dal racconto dell’allevatore: nelle ore precedenti, in un campo adiacente alla stalla erano stati bruciati rami di oleandro. A causa delle particolari condizioni atmosferiche, caratterizzate da bassa pressione, il fumo si sarebbe incanalato all’interno della stalla.
I bovini hanno manifestato difficoltà respiratorie acute e il maggior numero di decessi è stato registrato proprio nelle aree più vicine al punto di ingresso del flusso d’aria. Un familiare dell’allevatore, intervenuto subito dopo l’evento, ha accusato sintomi simili ed è stato ricoverato in ospedale, per poi essere dimesso dopo alcune ore a seguito del miglioramento clinico.
La tossicità dell’oleandro per ingestione è ben documentata, ma questo episodio ha aperto un nuovo capitolo nella letteratura scientifica, spiega Anselmo Ferronato, Direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale dell’Ulss 6 Euganea.
“Neanche i libri di tossicologia riportano problematiche dovute all’esposizione al fumo derivato dall’oleandro” sottolinea il Ferronato. “Abbiamo così coinvolto l’Università degli Studi di Padova per approfondire il caso. Sono stati quindi svolti esami autoptici su alcuni animali morti e diversi esami di approfondimento. Con la collaborazione di diversi laboratori, infine, si è confermato quanto ipotizzato: dagli esami istologici si sono visti danni compatibili con intossicazione da oleandrina e la stessa molecola è stata ritrovata in diversi organi”.
Il caso è stato ritenuto di tale rilevanza da essere oggetto di un approfondimento su una prestigiosa rivista scientifica internazionale, segnando la prima evidenza documentata di letalità dell’oleandro per inalazione nei bovini e richiamando l’attenzione sui rischi derivanti dalla combustione di piante tossiche in prossimità degli allevamenti.
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