Alert sanitari
03 Dicembre 2025Approvato il piano anti-aviaria: in arrivo nel 2026 la vaccinazione di tacchini e ovaiole nelle aree più a rischio e nuove misure di prevenzione per proteggere gli allevamenti italiani

L’Italia avvia un piano nazionale senza precedenti per contenere l’influenza aviaria, dopo l’approvazione da parte di Regioni, filiera avicola e associazioni di categoria. Il programma prevede un rafforzamento delle misure di biosicurezza, un sistema di aiuti per compensare il mancato reddito degli allevatori e, per la prima volta, la vaccinazione di tacchini e galline ovaiole nelle zone più esposte. Una decisione che arriva mentre in Europa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) segnala un aumento quadruplicato dei casi negli uccelli selvatici.
Martedì 2 dicembre è arrivata l’approvazione del piano definitivo di contrasto e gestione dell’influenza aviaria da parte di tutti i soggetti della filiera avicola, delle associazioni e delle Regioni coinvolte, al tavolo convocato al Ministero dell’Agricoltura, con il Direttore generale della Salute Animale del Ministero della Salute, Giovanni Filippini e il Sottosegratario al Masaf, Patrizio La Pietra. Entro fine primavera 2026 ci sarà per la prima volta la vaccinazione di tacchini e galline ovaiole nei territori più a rischio, in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Inoltre, sono previsti il rafforzamento della biosicurezza per mettere al riparo gli allevamenti da possibili contaminazioni esterne e aiuti per il mancato reddito causato dalla riduzione del numero di animali.
L’approvazione all’unanimità delle misure, spiega La Pietra, “ci consentirà di agire in tempi rapidi per affrontare la possibile diffusione del virus, in particolare in aree più a rischio, quali il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, a fronte anche dei rischi connessi ai movimenti migratori. Vogliamo cambiare il paradigma nell’approccio al problema: dobbiamo passare da un’azione incentrata sui ristori agli allevatori per i danni subiti a un’azione di forte prevenzione”.
Per realizzare questo obiettivo, aggiunge il Sottosegretario, “lavoreremo su biosicurezza e gestione del territorio in termini di valutazione dei non accasamenti negli allevamenti presenti nei territori a rischio, che insistono sulle cosiddette zone umide di passaggio della fauna migratoria, con l’obiettivo di impedire il passaggio del virus dall’ambiente agli allevamenti circostanti; quando ci riferiamo alla gestione del territorio in termini di accasamenti, questo significa intervenire riducendo il numero degli animali dei nostri allevatori, prevedendo un finanziamento per il mancato reddito”.
Poi, sottolinea La Pietra, “puntiamo sul grande tema della vaccinazione”. E questi mesi, da qui a fine primavera, serviranno per gli approfondimenti tecnici per renderlo applicabile.
Prima di Natale si terrà un tavolo tecnico dove verranno definite le azioni specifiche da avviare a partire dal 2026. Pochi giorni fa l’Efsa ha diffuso un rapporto, secondo cui tra il 6 settembre e il 14 novembre 2025 sono stati segnalati 1.443 casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) A(H5) negli uccelli selvatici in 26 Paesi europei, quattro volte in più rispetto allo stesso periodo nel 2024 e il livello più alto dal 2016. Gli esperti rassicurano precisando che al momento il livello generale di allerta non è stato innalzato poiché ad oggi non c’è stata alcuna trasmissione del virus da uomo a uomo, ma la vigilanza resta massima.
CITATI: GIOVANNI FILIPPINI, PATRIZIO LA PIETRASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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