Alert sanitari
28 Novembre 2025Due cinghiali positivi vicino a Barcellona segnano il ritorno della Psa in Spagna dopo tre decenni. Possibili ripercussioni sull’export, mentre scattano le misure di biosicurezza e la sorveglianza rafforzata

La Peste suina africana (Psa) è ricomparsa in Spagna dopo oltre trent’anni, con due cinghiali selvatici trovati morti vicino a Barcellona risultati positivi al virus. La notizia, confermata dal Ministero dell’Agricoltura, riaccende l’allerta sanitaria in uno dei Paesi leader della suinicoltura europea e apre interrogativi sul futuro dell’export verso la Cina, nonostante il recente accordo sulle restrizioni regionalizzate.
Il focolaio, il primo dal 1994, è stato individuato in Catalogna, regione che rappresenta circa l’8% degli allevamenti suinicoli spagnoli. Le autorità hanno immediatamente notificato l’evento all’Unione Europea e istituito una zona di sorveglianza di 20 km, accompagnata da misure di emergenza e dal rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti.
Il Ministero ha invitato i produttori ad aumentare i controlli, mentre gli investigatori cercano di risalire alla fonte dell’infezione. Secondo il gruppo spagnolo per la carne suina Interporc, i casi risultano al momento limitati alla fauna selvatica, a conferma dell’elevato livello di monitoraggio sanitario del Paese.
La Spagna è il primo produttore di carne suina dell’Ue, con un quarto della produzione complessiva del blocco e un export annuale di circa 3,5 miliardi di euro. Il ritorno della Psa arriva in un momento delicato per il Paese: il Governo di Madrid sta incrementando le esportazioni verso la Cina, favorita dall’intesa appena firmata che prevede restrizioni all’import su base regionale anziché un divieto nazionale.
Le organizzazioni agricole sottolineano che il settore è tecnicamente preparato a fronteggiare un evento del genere dopo anni di investimenti in biosicurezza. Tuttavia, l’associazione degli agricoltori spagnoli Asaja ha richiamato l’attenzione sulla presenza “fuori controllo” della popolazione di cinghiali e conigli selvatici, ritenuta in diverse aree rurali il principale rischio per l’ingresso del virus negli allevamenti.
Il caso spagnolo si inserisce in un quadro europeo complesso, con la Psa che negli ultimi anni ha continuato a spostarsi verso ovest. La Germania è già stata penalizzata da importanti restrizioni commerciali, mentre la Croazia sta contenendo un’epidemia in corso.
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