Animali selvatici
29 Settembre 2025Dal ritorno della cicogna bianca alla reintroduzione di specie rare: il Centro festeggia i suoi primi quarant’anni con nuove prospettive di ampliamento e monitoraggio sanitario

Quarant’anni dedicati alla conservazione della fauna selvatica, alla ricerca scientifica e all’educazione ambientale. Il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi, in provincia di Cuneo, fondato nel 1985 dalla famiglia Vaschetti, ha celebrato l’anniversario con due giornate di incontri e attività aperte al pubblico. Dalla reintroduzione della cicogna bianca in Italia al recupero di animali feriti tramite il Cras, la struttura è oggi un punto di riferimento per la biodiversità e la sorveglianza veterinaria, in sinergia con istituzioni e comunità locali.
“Il nostro lavoro nasce dall’idea che la conservazione non sia solo ricerca, ma anche educazione e partecipazione”. Così Gabriella Vaschetti, medico veterinario e responsabile scientifico del Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi, ha commentato i 40 anni di attività del Centro. Gestito insieme al padre Bruno, alla madre Francesca e alle sorelle Lorenza ed Enrica, il Centro ha festeggiato il traguardo con due giornate, sabato 27 e domenica 28. Tra i pilastri del lavoro del Centro, ribaditi in occasione delle celebrazioni: la conservazione della fauna selvatica, la ricerca scientifica, l’educazione ambientale e il coinvolgimento del territorio.
“Dal 1985 – ha commentato Vaschetti – abbiamo voluto dimostrare che la cicogna bianca poteva tornare a nidificare in Italia. Quel successo ha aperto la strada ad altri progetti: la protezione degli anatidi rari, la reintroduzione del gobbo rugginoso, il ripristino delle zone umide per i migratori. Oggi il nostro obiettivo è integrare queste esperienze, ampliando l’oasi e rafforzando la rete di monitoraggio sanitario, in collaborazione con le istituzioni scientifiche e veterinarie”.
Il Centro recupero animali selvatici (Cras), attivo dal 2000, è convenzionato con la Provincia di Cuneo e fa parte della rete regionale. Ogni anno cura centinaia di animali feriti o in difficoltà, rappresentando anche un presidio di sorveglianza veterinaria grazie alla collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Torino e l’Azienda sanitaria locale.
“Il Cras è lo strumento che ci permette di unire la conservazione all’impegno concreto verso gli animali e la comunità” aggiunge Vaschetti.
Durante i festeggiamenti sono arrivate anche le congratulazioni del Cia Agricoltori italiani.
“Il Centro Cicogne rappresenta un modello di agricoltura multifunzionale e sostenibile, che unisce tutela ambientale, cultura scientifica e responsabilità economica” commenta Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo. “È un esempio perfettamente in linea con la filosofia della nostra Organizzazione, capace di valorizzare il territorio attraverso la biodiversità”.
Tra le prospettive future figura l’ampliamento delle zone umide dell’oasi: da due ettari iniziali a oltre 15 ettari in corso di realizzazione. L’obiettivo è offrire nuovi spazi sicuri ai migratori, potenziare le possibilità di osservazione naturalistica e fornire strumenti di ricerca più avanzati per studiosi e appassionati di birdwatching.
CITATI: GABRIELLA VASCHETTI, IGOR VARRONESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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