Animali da Compagnia
17 Settembre 2025Uno studio condotto da Ipsos su 1.000 pet owner italiani di diverse generazioni fotografa un amore universale che si esprime in modi diversi: dagli “emotional dynamo” agli “everyday companion”

L’87% dei pet owner trova affetto e gioia nella relazione con il proprio animale domestico, ma le aspettative e i ruoli cambiano a seconda dell’età. È quanto emerge dalla ricerca “Generazioni a confronto: da Gen Z ai Boomer l’evoluzione del rapporto con gli animali da compagnia”, realizzata da Ipsos per Purina e presentata il 16 settembre all’Italian Pet Summit 2025 di Milano. L’indagine, svolta su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani maggiorenni proprietari di cani e gatti, ha evidenziato come l’amore per i pet sia trasversale, pur assumendo sfumature diverse: intenso e quasi fusionale tra i giovani, più razionale e quotidiano nelle generazioni mature.
La ricerca conferma un dato condiviso da tutte le fasce d’età: indipendentemente dal momento di vita e dalla generazione di appartenenza, cani e gatti sono percepiti come una fonte di affetto e gioia, con un impatto positivo riconosciuto dall’87% dei rispondenti. A fare la differenza è il modo in cui le generazioni costruiscono questo legame. L’indagine evidenzia come l’umanizzazione dei pet sia un fenomeno ormai consolidato che sta evolvendo in intensità e qualità. Se per le generazioni più mature il cane o il gatto è soprattutto un compagno di vita che arricchisce la quotidianità, per i più giovani rappresenta un progetto emotivo, un figlio simbolico o persino una parte della propria identità da condividere nella vita reale e digitale.
Per la Gen Z, tutti i ragazzi e le ragazze sotto i 27 anni, il rapporto con il pet è uno scambio emozionale profondo, quasi fusionale, una vera “Emotional Dynamo”, capace di dare energia, affetto e stabilità emotiva. Cani e gatti non sono soltanto compagni di vita, ma veri confidenti, fratelli e figure di sostegno in un’età segnata da fragilità psicologiche.
Il 32% dei rispondenti dichiara di aspettarsi che il proprio animale li faccia sentire amati (quasi il triplo rispetto ai Boomers), mentre il 96% lo considera un antidoto alla solitudine. Inoltre, per il 25% il pet è un aiuto concreto nella gestione dello stress (contro una media del 21%). Il 71% consente al proprio cane o gatto di dormire nel letto (vs media 60%).
Per i Millennials (28-44 anni) il pet rappresenta una scelta autonoma e consapevole: questa è la generazione con la più alta percentuale di proprietari alle prime esperienze (37%), e per il 23% l’arrivo di un cane o gatto coincide con una “pietra miliare” della propria vita.
Il 61% dichiara esplicitamente di considerare l’animale “come un figlio”. In un Paese in cui l’età media per la prima maternità è di 33 anni, cani e gatti diventano un “allenamento alla genitorialità”, una palestra affettiva che offre affetto, leggerezza e l’opportunità di sperimentare la cura e la condivisione quotidiana, dagli hobby alle attività all’aria aperta.
Per la Gen X, i proprietari tra i 45 e i 59 anni, il pet è parte integrante della dimensione familiare: un compagno di giochi per i figli unici, un arricchimento per le famiglie monogenitoriali, una presenza che rende la casa più viva, una sorta di completamento dell’idea di famiglia (28%).
Ma se l’impatto resta positivo, emergono con più evidenza gli aspetti faticosi della gestione: il 43% dichiara di sentirsi frustrato per non avere abbastanza tempo da dedicare al proprio animale (vs media 36%). È il riflesso della condizione di “generazione sandwich”, divisa tra responsabilità verso figli ancora piccoli e genitori anziani. Per loro il pet è un “Family Catalyst”: arricchisce, ma aggiunge anche un carico in una vita spesso frenetica.
Per gli over 60, i Baby Boomers, il pet è una presenza quotidiana che porta affetto, ritmo e socialità alle giornate e che tiene compagnia (63% vs media 52%). Per molti è un antidoto alla solitudine ma non sostituisce le relazioni interpersonali, per altri una vera motivazione a mantenersi attivi e non arrendersi alle difficoltà dell’invecchiamento. Non mancano occasioni di socializzazione, anche digitale, stimolate dalla presenza dei pet.
I Boomers mantengono però un approccio meno antropomorfizzante: solo il 52% permette al proprio animale di dormire nel letto, ben al di sotto della media (60%). Il pet è per loro un “Everyday Companion”, una presenza costante che arricchisce la quotidianità ma non annulla la distinzione di ruoli e spazi.
CITATI: FABIO DEGLI ESPOSITI“Questa ricerca ci ha aiutato a capire ancora più approfonditamente le diverse sfaccettature della relazione tra uomini e animali e gli insight emersi ci aiuteranno a comprendere meglio le dinamiche con cui i pet influenzano il benessere emotivo delle persone e il ruolo che possono giocare nella società” ha commentato Fabio Degli Esposti, Amministratore Delegato di Purina e Direttore Regionale di Purina Italia e Sud Europa. “Queste evidenze ci consentiranno di capire come supportare le diverse generazioni di pet owner in modo personalizzato per rispondere alle loro specifiche necessità e accompagnarli verso un rapporto sempre più profondo, unico e generazionale con i propri animali da compagnia”.
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