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04 Luglio 2025

Blue Tongue, nuovi focolai nel Centro Italia: allerta in Abruzzo e Umbria, si rafforzano i piani di contenimento

In provincia di Pescara confermati tre focolai di sierotipo BTV8. In Umbria, l’assessora regionale annuncia sostegni economici e chiede al Governo un fondo per compensare i mancati guadagni degli allevatori

di Redazione Vet33


Blue Tongue, nuovi focolai nel Centro Italia: allerta in Abruzzo e Umbria, si rafforzano i piani di contenimento

Nuovi focolai di Blue Tongue stanno interessando l’Italia centrale, con casi confermati anche in Abruzzo, dove la Asl di Pescara ha avviato un piano rafforzato di sorveglianza e contenimento. In Umbria, la Regione annuncia misure di sostegno per gli allevatori colpiti, mentre proseguono le attività di monitoraggio e contenimento in collaborazione con i servizi veterinari.

I focolai

Dopo la tregua invernale, si riaccendono i focolai di Blue Tongue nelle regioni del centro Italia. Molte e forti le preoccupazioni da parte degli allevatori, dopo che nelle ultime settimane sono arrivate le conferme ufficiali di oltre 50 focolai.

I controlli in Abruzzo

La Asl di Pescara ha intensificato la sorveglianza e le misure di contenimento della Blue Tongue, la febbre catarrale degli ovini che sta interessando il centro Italia con un incremento dei casi, dopo che in provincia di Pescara sono stati notificati 13 sospetti focolai, di cui tre già confermati con isolamento del sierotipo virale BTV8.
Al momento, fa sapere l’azienda sanitaria, la sintomatologia rilevata negli ovini appare contenuta: si registra un tasso d’infezione del 10% e una mortalità attorno al 5%, con quadri clinici generalmente meno gravi rispetto ad altre regioni colpite in passato dallo stesso sierotipo.

Il Servizio di Sanità Animale della Asl di Pescara, diretto da Angelo Giammarino, è “in prima linea nel monitoraggio della situazione epidemiologica e nell’attuazione tempestiva delle misure di contenimento sui casi sospetti. L’attività – spiega la Asl – consiste nell’intervento immediato su ogni segnalazione di sospetto focolaio, con l’applicazione delle azioni necessarie per limitare la diffusione del virus”.
L’azienda sanitaria richiama l’attenzione sulla necessità, prevista dalla normativa vigente, “che allevatori e veterinari liberi professionisti segnalino tempestivamente ogni caso sospetto al Servizio Veterinario di Sanità Animale della Asl. I sintomi da monitorare includono febbre elevata, lesioni orali, edema del muso e del collo, cianosi della lingua e delle labbra, scolo nasale e orale, zoppie e difficoltà respiratorie”.

Parallelamente all’azione di vigilanza, la Asl ha avviato un piano di contenimento articolato. Agli allevatori dei focolai è stato prescritto il trattamento obbligatorio degli animali con sostanze a effetto insettorepellente, e sono stati introdotti controlli sulle movimentazioni degli animali sensibili, che, pur non vietate, sono subordinate all’autorizzazione sanitaria.

La situazione in Umbria

“In questi giorni difficili per tanti allevatori umbri, la Regione è al loro fianco, non solo con parole di vicinanza ma con azioni concrete” ha ribadito l’assessora regionale all’Agricoltura Simona Meloni, in visita in Valnerina insieme al consigliere regionale Cristian Betti, dove ha incontrato sindaci, allevatori, associazioni di categoria, tecnici delle Asl e produttori locali per un aggiornamento diretto sulla situazione, che si conferma grave per tutto il comparto ovino. 

“Non possiamo permetterci di perdere i presìdi produttivi delle nostre aree interne” ha detto Meloni. “Significherebbe indebolire non solo l’economia agricola ma anche il tessuto sociale, la tenuta demografica e la vitalità turistica di intere comunità. Difendere questi territori significa proteggere l’Umbria più autentica”.

L’assessora ha sottolineato come la Regione Umbria, attraverso il coordinamento tra Assessorato all’Agricoltura, quello alla Sanità, Servizi veterinari e Istituto Zooprofilattico, sia impegnata dall’inizio dell’epidemia. Sono state attivate tutte le procedure di monitoraggio epidemiologico, tracciati i focolai e diffusi protocolli chiari su vaccinazione volontaria, utilizzo di repellenti, gestione delle stalle e dei ristagni d’acqua.
Elemento centrale dell’impegno regionale è il doppio canale di sostegno attivato dagli uffici regionali: da un lato la copertura finanziaria del trasporto e dello smaltimento delle carcasse degli animali deceduti; dall’altro, l’intervento a fine epidemia per supportare economicamente il reintegro dei capi e permettere alle aziende colpite di riprendere l'attività produttiva.

“Sappiamo che uno dei nodi più critici – ha spiegato Meloni – è legato ai mancati guadagni derivanti dalla perdita di produzione. Su questo, pur non esistendo strumenti regionali, porterò una richiesta ai tavoli nazionali: occorre attivare un fondo specifico, come accade in altri contesti di emergenza, perché chi lavora ogni giorno nelle aree rurali non venga lasciato solo”.

L’assessora ha ribadito l’intenzione di inserire nella prossima legge regionale sulle Aree interne strumenti strutturali di protezione per gli allevatori, in modo da garantire continuità economica e presidio territoriale anche in caso di crisi future.

CITATI: ANGELO GIAMMARINO, CRISTIAN BETTI, SIMONA MELONI
TAG: ABRUZZO, ALLEVATORI, ASL DI PESCARA, BLUETONGUE, BTV8, FOCOLAI, UMBRIA

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