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16 Gennaio 2025

Afta epizootica: il Regno Unito blocca l’importazione di bestiame dalla Germania

Il focolaio di afta epizootica nel Brandeburgo spinge Londra e diversi altri Paesi a bloccare l’import di bovini, ovini e suini tedeschi per proteggere il settore agricolo e la salute animale

di Redazione Vet33


Afta epizootica: il Regno Unito blocca l’importazione di bestiame dalla Germania

Il Regno Unito ha vietato l’importazione di bovini, suini e ovini dalla Germania in risposta al focolaio di afta epizootica (Fmd) scoperto nel Brandeburgo, il primo nel Paese dal 1988. La malattia, altamente contagiosa tra gli animali ungulati, è stata notificata il 10 gennaio 2025, mettendo in allerta l’Europa intera. Il provvedimento, annunciato dal governo britannico e poi seguito da altri Paesi, è stato adottato per proteggere gli allevatori e prevenire il rischio di una potenziale epidemia che potrebbe avere gravi ripercussioni economiche e sanitarie.
 

Il focolaio tedesco

Il 10 gennaio 2025 la World Organisation for Animal Health (Woah) e il Friedrich-Loeffler-Institut (Fli) hanno notificato ufficialmente un focolaio di Fmd in un allevamento di bufali nella regione Märkisch-Oderland, in Brandenburgo. Pochi giorni dopo, nonostante i provvedimenti presi dalle autorità federali tedesche per contenere la malattia – innocua per gli esseri umani, ma altamente contagiosa per i ruminanti e i suini – sono arrivate le prime reazioni dei Paesi interessati dagli scambi commerciali di animali vivi con la Germania, tra cui Corea del Sud, Messico e Regno Unito.

I provvedimenti negli altri Paesi

Il provvedimento britannico, in particolare, è un grosso problema per la Germania, poiché lo Stato d’oltremanica è uno dei maggiori importatori di carne e derivati animali dal Paese: la Germania, infatti, è il terzo fornitore di carne suina e il secondo di prodotti caseari del Regno Unito. Inoltre, altri Stati europei stanno valutando di vietare temporaneamente le importazioni poiché la malattia, endemica in Asia e Africa, è stata debellata in Europa a inizio 2000.
Le esportazioni di carne tedesca al di fuori dell’Unione sono già state bloccate, secondo le regole della Woah: le autorità sanitarie tedesche non possono emettere uno dei certificati veterinari necessari per esportare fuori dall’Unione Europea. 
Al momento, tuttavia, la Commissione Europea non ha esteso la zona rossa oltre il Brandeburgo. Le esportazioni di carne e prodotti caseari dal resto della Germania possono quindi proseguire verso altri paesi dell’Unione, tra cui anche l’Italia. Il governo italiano ha fatto sapere che attualmente non reputa necessarie misure particolari, e che è in costante contatto con il governo tedesco.

La situazione in Italia

Il Ministero della Salute ha emanato una nota per sollecitare gli Enti preposti a vigilare e segnalare eventuali casi sospetti, inclusa la sorveglianza passiva delle specie a rischio. In Italia, l’ultimo caso è stato diagnosticato nel 1993, mentre in Europa si è manifestata nel Regno Unito nel 2001 e in Bulgaria nel 2011. In Campania, per esempio, è stato alzato il livello di allerta sanitaria per tutelare tutta la filiera bufalina. 

“Questa è un’emergenza nazionale, anzi europea” ha sottolineato in un’intervista Antonio Limone, Direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Izsm). “C'è un rischio Afta in Campania. L’allerta è massima ed è stata disposta una sorveglianza rafforzata negli allevamenti bufalini e bovini”.

I sintomi della malattia

La malattia è tra le cinque prioritarie secondo il Regolamento 429/2016. In caso di focolaio in Paesi indenni, è previsto lo stamping out, ossia l’abbattimento degli animali dell’allevamento colpito. I primi sintomi sono generali: febbre, anoressia e calo della produzione di latte. Dopo due giorni circa compaiono afte sulla mucosa orale, sui piedi (cercine coronario e spazio interdigitale) e sulla mammella. Gli animali manifestano anche una forte ipersalivazione (scialorrea).

CITATI: ANTONIO LIMONE
TAG: AFTA EPIZOOTICA, ANIMALI VIVI, FRIEDRICH LOEFFLER INSTITUTE, GERMANIA, IMPORTAZIONE, IZS DEL MEZZOGIORNO, REGNO UNITO, UNGULATI, WOAH

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