Gatto
13 Ottobre 2026Uno studio pubblicato su Frontiers in Veterinary Science documenta stenosi fibrostenotiche in due gatti con enteropatia cronica, uno con enterite linfoplasmocitaria e uno con linfoma intestinale

Due casi di stenosi intestinale fibrostenotica sono stati descritti in gatti con enteropatia cronica, rispettivamente associata a enterite linfoplasmocitaria e linfoma intestinale a cellule T di basso grado. Il lavoro, pubblicato su Frontiers in Veterinary Science, documenta l'evoluzione clinica e le alterazioni istopatologiche osservate durante il trattamento medico e dopo la chirurgia.
La ricerca è stata condotta da Jiho Choi e colleghi della Chungbuk National University, in Corea del Sud. Gli autori hanno esaminato due casi caratterizzati dalla comparsa di restringimenti fibrotici dell'intestino tenue, associati a ostruzione meccanica.
Il primo caso: enterite linfoplasmocitaria
Il primo caso riguarda una gatta di 11 anni, inizialmente valutata per vomito cronico. Gli accertamenti avevano evidenziato ipoalbuminemia, riduzione della cobalamina sierica e ispessimento della parete dell'intestino tenue.
Dopo una risposta incompleta alla modifica della dieta e alle terapie di supporto, era stato avviato un trattamento con prednisolone. La gatta era rimasta clinicamente stabile per circa 14 mesi.
Successivamente erano ricomparsi vomito, perdita di peso e ipoalbuminemia. L'ecografia aveva individuato una stenosi focale del digiuno, con dilatazione del tratto intestinale a monte. Gli ulteriori accertamenti avevano confermato un'ostruzione meccanica.
L'animale era stato sottoposto a laparotomia esplorativa, resezione del segmento interessato e anastomosi intestinale.
L'esame istopatologico aveva evidenziato enterite linfoplasmocitaria, fibroplasia sottomucosa e marcata fibrosi. Dopo un iniziale recupero postoperatorio, la gatta è deceduta improvvisamente a domicilio il dodicesimo giorno successivo all'intervento.
Il secondo caso: linfoma intestinale
Il secondo caso riguarda un gatto di 13 anni, presentato per vomito cronico e progressiva perdita di peso. Le indagini avevano evidenziato anemia, ipoalbuminemia e dilatazione dell'intestino tenue.
L'ecografia e la tomografia computerizzata avevano identificato una lesione stenotica associata a ostruzione meccanica.
Durante la chirurgia è stato asportato un segmento intestinale comprendente la lesione e una porzione di tessuto macroscopicamente normale.
L'esame istopatologico ha evidenziato fibrosi e alterazioni infiammatorie. Le indagini immunoistochimiche e l'analisi della clonalità dei recettori antigenici hanno sostenuto la diagnosi di linfoma intestinale a cellule T di basso grado.
Dopo l'intervento, il gatto è stato trattato inizialmente con prednisolone. Durante il successivo monitoraggio sono state osservate alterazioni compatibili con una possibile recidiva stenotica parziale, senza completa chiusura del lume.
In seguito alla progressione clinica è stato aggiunto clorambucile. L'animale è deceduto 502 giorni dopo la resezione intestinale.
Le indicazioni dello studio
Gli autori evidenziano che la fibrosi intestinale può accompagnare sia le forme infiammatorie sia quelle neoplastiche dell'enteropatia cronica felina.
La documentazione dei due casi suggerisce l'importanza di considerare la possibile formazione di stenosi fibrotiche nei gatti con enteropatia cronica che sviluppano vomito persistente o ricorrente e segni di ostruzione.
Lo studio esamina inoltre alcuni marcatori immunoistochimici coinvolti nei processi infiammatori e fibrotici, senza stabilire un rapporto causale definitivo con la formazione delle stenosi.
Trattandosi di due casi clinici, i risultati non consentono di definire la frequenza della complicanza né di confrontare l'efficacia delle diverse strategie terapeutiche.
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